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Una particolare Giornata dell’albero in Certosa

Nell’ambito del progetto La Certosa che vogliamo, una iniziativa dedicata alla memoria e alla sostenibilità ambientale
Il 21 novembre in tutta Italia si è celebrata la Giornata nazionale degli alberi, istituita come ricorrenza nazionale con una legge della Repubblica entrata in vigore dal febbraio 2013. Il Comitato Certosa, in collaborazione con l’associazione A Sud ha coinvolto la scuola Primaria Carlo Pisacane, in una giornata intesa a valorizzare questa ricorrenza ed inserendola nell’ambito del progetto "La Certosa che vogliamo", realizzato con il sostegno di Periferiacapitale, il programma per Roma della Fondazione Charlemagne.
Ieri, nonostante la pioggia, a partire dalle ore 10 in totale circa 80 alunni di 4 diverse classi di terza elementare della scuola hanno partecipato (in turni di 2 classi alla volta), alle iniziative che si sono svolte tra il “Parco Sangalli”, in base al programma curato dall’Associazione A Sud, ed il “pratone della quercia centenaria”, in base al programma curato dal Comitato Certosa.
Le attività proposte dal Comitato Certosa hanno cercato di realizzare un percorso di rievocazione storica che ha associato all'esemplare di albero centenario, sinonimo di vita e longevità, iniziative dedicate alla memoria del quartiere. Una memoria incentrata, nel nostro caso, sul periodo storico degli eventi della Resistenza tra settembre 1943 e giugno 1944. Con linguaggio adeguato all’età sono stati raccontati un paio di brevi episodi tratti dal Diario di Pepe, il Comandante della formazione partigiana certosina.
Proprio per questo motivo, questa parte del progetto “La Certosa che vogliamo” ha ottenuto il patrocinio di ANPI, sezione provinciale.
A breve non avremo più "testimoni" viventi, cioè persone che possono raccontare quello che è successo in quel periodo, in cui giovani ragazzi e ragazze hanno abbracciato valori (come ad esempio il diritto di voto delle donne, che tanta importanza hanno avuto nella Resistenza), che sono poi entrati nella Costituzione italiana, sacrificando in molti casi la propria stessa vita. Dunque tra non molto rimarrà solo l'albero centenario, muto testimone delle storie di coraggio a cui ha assistito.
Le varie attività ludiche hanno voluto ribadire e valorizzare il legame tra la comunità locale, la sua memoria collettiva e l'albero stesso, secondo quel proverbio che recita “chi incontra un testimone, diventa un testimone".
Ma per onorare in pieno anche il significato della Giornata nazionale degli alberi, sono stati messi a dimora alcuni piccoli arbusti e alberelli autoctoni. “La scelta dell’arbusto, come abbiamo spiegato agli alunni – afferma Claudio Lopetuso, presidente del Comitato Certosa – è dettata dalla volontà di seguire la successione ecologica naturale nella nascita di un bosco, in quanto gli arbusti hanno un ruolo molto importante nelle operazioni di riforestazione, quali precursori della successiva crescita di esemplari arborei”.
Ci auguriamo così che queste piantine, quando saranno adulte, con il loro ossigeno potranno in piccola parte compensare le emissioni di CO2 del futuro inceneritore del Commissario Gualtieri. Infatti la Commissione europea, nonostante le pressioni della lobby dell’incenerimento, ha aggiornato le modalità con cui gli Stati membri comunicano le emissioni degli impianti soggetti alla disciplina Emission Trading System (ETS) e da gennaio 2024 saranno inclusi anche gli inceneritori, con decorrenza dal 2028.
Quindi, già dai primi anni di attività, le emissioni di CO2 di questo inceneritore dovranno essere compensate attraverso il sistema dei crediti di emissioni, con un impatto economico piuttosto consistente sulla gestione finanziaria dell’impianto, che riteniamo potrebbe essere riversato sui contribuenti romani.
Al momento il valore di un credito di carbonio è di 85 €/ton di CO2 e si prevede una crescita progressiva. Considerando il valore di 800 Kg di emissioni di CO2 per ciascuna tonnellata incenerita (idoneo per una raccolta differenziata poco evoluta come quella di Roma), stiamo parlando di un ordine di grandezza di 68 € per ogni ton di rifiuto bruciato. Se l’inceneritore romano davvero brucerà 600.000 t/a di rifiuto indifferenziato, potrebbe emettere 480.000 t/anno di CO2; convertite in crediti di carbonio, queste emissioni costituirebbero una "zavorra" di circa 40 milioni di euro all'anno, salvo incrementi negli anni successivi. C’è davvero da augurarsi che la novella dell’inceneritore mangia-CO2 sia fondata, anche se al momento, secondo il report di biofuelwatch (https://www.biofuelwatch.org.uk/.../biomass-and-msw-ccs.../) questa tecnologia sperimentale non funziona in nessun posto. Non a caso ZWE (Zero Waste Europe), considerandoanche la sovraccapacità di +1.050.000 t/anno del sistema di incenerimento italiano, sta proponendo una moratoria, come già avvenuto in Scozia, Galles, Catalogna, Fiandre e Danimarca.
Ma torniamo ai nostri bambini. Dopo l’esperienza sul campo gli alunni realizzeranno delle cartoline che saranno poi raccolte per testimoniare l’importanza storica dell’esemplare di albero nella comunità.
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