Rigenerazione del tessuto urbano di Roma 2030 – 2050

lI convegno “Nuove forme urbane per una Metropoli-Capitale” ha analizzato i modelli virtuosi di sviluppo dei grandi agglomerati, formulando spunti strategici per Roma.

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Pianificazione incrementale, progettazione dal basso, partenariato pubblico – privato: emerge la necessità di una stretta interazione fra tutti i soggetti coinvolti nel processo di ideazione della città, dall’incontro che martedì 14 marzo ha inaugurato la serie di eventi del ciclo “Roma Città delle Città 2030-2050” alla Casa dell’Architettura / Complesso monumentale dell’Acquario Romano. Nell’ambito del convegno intitolato “Nuove forme urbane per una Metropoli-Capitale”, i contributi dei singoli relatori hanno disegnato una prospettiva per la Roma del futuro che, anche alla luce dei prossimi appuntamenti fissati dal Giubileo 2025 e dai programmi cadenzati del PNRR, dovrebbe finalizzare gli interventi, rendendoli quanto più possibile sistemici, e riferirli alle specificità di un contesto in cui le disuguaglianze sociali sono specchio delle diverse fisionomie assunte dalla città nei suoi quadranti.

La vocazione di Roma civitas

Pensare a un nuovo paradigma per Roma – come ha evidenziato Luca Ribichini, Presidente Commissione Cultura Casa dell’Architettura Ordine degli Architetti di Roma (OAR), introducendo i lavori – presuppone individuare la vocazione della Capitale per i prossimi decenni e attingere al concetto di civitas, nel senso dell’appartenenza dei cittadini a una comunità. Riscoprendo questa dimensione, progettare la città equivale ad avere cura e rispetto per le esigenze di chi la abita, e usufruisce di servizi e infrastrutture. Le istanze dell’urbanistica, inoltre, devono costantemente relazionarsi con la disponibilità di risorse economiche messe a disposizione dagli Amministratori pubblici e/o da iniziative che coinvolgano anche investitori privati: a questo proposito, Susanna Tradati, membro Commissione Cultura Casa dell’Architettura e coordinatrice scientifica del convegno, ha sottolineato la necessità che, al di là delle forme di partenariato dei progetti, gli interventi di trasformazione siano strutturali e vengano implementati a lungo termine.

Urban center: partecipazione e confronto culturale

Tradati si è fatta promotrice della apertura di una discussione sul ruolo dell’urbanistica e di un confronto con l’Amministrazione capitolina nello sforzo di “rilanciare lo sviluppo a medio e lungo termine per Roma” con due orizzonti temporali: il 2030, legato a progetti in parte già avviati, e il 2050, “sulla Città Metropolitana, per costruire una ipotesi di città policentrica”. Il fulcro di tale dibattito dovrebbe diventare la Casa dell’Architettura, come luogo fisico e virtuale in cui lavorare sul progetto urbano senza paura di introdurre la contemporaneità, per superare la forma di città che Argan e Sartogo nel 1978 definirono interrotta “perché abbiamo smesso di immaginarla”.

Dal 2003, anno della sua istituzione, la Casa dell’Architettura OAR sviluppa le proprie attività, in collaborazione con l’Amministrazione e con altri enti di cultura, per qualificare Roma come Capitale dell’Architettura, creare uno spazio di confronto con altre discipline, dare vita a un laboratorio di idee, promuovere la cultura della città. Una costola fondamentale è lo Urban Center con cui – ha ricordato Francesco Aymonino, Vice presidente OAR – “si vuole realizzare un luogo fisico di partecipazione dei cittadini ai progetti della città”. “Rigenerare Corviale” e “Contratto di fiume Tevere” sono esempi concreti di questo coinvolgimento, mentre le iniziative collegate al PNRR, che dovrebbero essere sempre discusse con la cittadinanza, spesso vengono sottoposte agli abitanti delle aree interessate solo dopo il completamento.

Riferimenti internazionali per la Metropoli Capitale

Il confronto sui temi centrali del convegno “Nuove forme urbane per una Metropoli-Capitale” si è articolato nella sessione intitolata “Tavolo Roma”, a cui hanno preso parte, sollecitando la riflessione sull’urbanistica da punti di vista differenti legati alle rispettive esperienze, Richard Burdett, urbanista professore di Architettura e Studi Urbani presso la London School of Economics, Francesco Rutelli, Presidente ANICA e sindaco di Roma per due mandati (1993-2001), Carlo Cellamare, professore ordinario di Urbanistica presso Sapienza Università di Roma, Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica – Roma Capitale.

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