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14.01.2022

“Acari”: racconti di persone piene di speranze


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A Roma, dagli anni ottanta ai giorni nostri, sono ambientate le 13 storie di Acari di Giampaolo G. Rugo. Sono istantanee di vita per lo più irrilevanti, come la vita di tutti, che nasconde tanti non detti, che si racconta mezze verità, che guarda al passato con nostalgia e al presente con disillusione. Sono racconti di persone piene di speranze e di aspettative, che si sono perse per strada, cancellate dal destino, dalla propria fragilità.

Claudia era la più bella della scuola, i ragazzi la seguivano, se la immaginavano: era la reginetta dai grandi occhi, che vedevano solo il luccichio, il successo, una carriera alla tv, e hanno incontrato una strada troppo difficile. Claudia adulta vende aspirapolveri, e non si riconosce in quella donna sovrappeso e sconfitta che lo specchio le restituisce. Gimbo è disabile, assistito dal volontario Mario, col quale ha il suo alfabeto di segni e immagini su un quaderno, quel che basta per affermare la sua dignità, che è libero arbitrio per lui, per tutti. Suo fratello è Franco, un pompiere con poche storie da raccontare, poco eroismo da prima serata ma una foto che gli parla dal passato, dicendogli più verità di quelle che può ascoltare. I tre tenori sono ragazzotti di borgata che giocano a calcio nelle giovanili, ma il talento non si può imitare, e mentre Er Biondo ce la fa, altri devono affrontare il proprio fallimento, perché non siamo tutti campioni e talvolta accettare la propria mediocrità è la vittoria più difficile e più malinconica.

Ognuno di noi è un mistero, ognuno può nascondersi in un punto dell’anima agli altri sconosciuto, in un luogo immaginario dove nessuno potrà mai trovarlo. Questo pensiero consolatorio diventa, oggi, il suo contrario: come può esserci comunanza, amore, se una parte di noi può sottrarsi all’incontro con l’altro?”

I racconti si incastrano tra loro, i protagonisti di uno sono comparse di un altro, ci sono rimandi anche solo abbozzati, e storie che si allacciano a distanza, per dare un punto di vista diverso, o una tessera temporale nuova al puzzle.

Emerge un quadro nostalgico ma rabbiosamente vero, disilluso ma concreto e onesto: Giampaolo G. Rugo racconta quanto sia difficile entrare nella bolla dell’altro, stabilire un codice per comunicare e capirsi, fare anche dei propri rimpianti e dei sogni falliti un filo che crea connessioni e non silenzi, e che non porti a chiedersi “quanti mi verrebbero a cercare?”.

 L’incomunicabilità è prerogativa dell’essere umano, che rimane un mistero indecifrabile, ognuno con i suoi ricordi a sedimentare e a far male, ognuno con le sue battaglie lasciate a metà, con il risultato di sentirsi irrisolti, ognuno con i suoi sensi di colpa o le assoluzioni non concesse. Ma emerge forte il senso dell’altro, che rimane sempre spettatore, o giudice, la consapevolezza della nostra debolezza, in ognuno, nessuno escluso, e di una felicità che è legata a una complessa semplicità di cui ci si accorge solo dopo. Possiamo solo fare del nostro meglio, magari ridere abbracciati a un amico, per salvarci insieme.

Giampaolo G. Rugo incastra storie e personaggi, e il risultato è uno straziante viluppo di emozioni.

Si possono vivere i 13 racconti in maniera indipendente, ogni vicenda ha la sua personalità e il suo percorso, oppure come frammenti di una storia più complessa, fatta di stratificazioni e di rimandi: e leggendo, ci accorgiamo che questa è la verità nascosta nella nostra esistenza.

Siamo solitudini, ognuno con la propria narrazione, con il proprio inizio e la propria fine, siamo racconti. Possiamo considerarci così, come monadi, indipendenze singole, oppure possiamo leggerci in un quadro più ampio, che accoglie gli altri: accettare i rispettivi misteri, ma trovare legami, rimandi e alfabeti, guardarci, svelarci e incastrarci insieme per raccontare una storia più grande e forte di noi.

“È il nuovo giorno che sostituisce il vecchio: il ritmo incessante della vita che si ripete ottuso. Proviamo ad affrontarlo come possiamo, insieme agli altri. E vediamo come va a finire. “

Recensione di Francesca C. su https://www.hoepli.it/libro/acari/9788896176900.html

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