Il progetto del Parco era nato nel 2008, con lo scopo di mettere in sicurezza l’area golenale da un lato, e di fornire a quel quadrante di città il suo primo vero polmone verde dall’altro. Vennero sistemati ciclopista e ippovia, vennero costruiti percorsi attrezzati dedicati allo sport, un’area cani e una giochi.
Un buon inizio per i 9,5 ettari di parco affacciati sul Tevere; attraverso questa operazione si bonificava un’area fortemente inquinata nonché soggetta a numerosi accampamenti di fortuna, così come avviene lungo numerosi margini del Tevere.
Non passa però molto tempo, che lo stallo tra Municipio e Regione, su chi e dove dovesse intervenire su quell’area, fa ricadere il Parco nell’abbandono. E a poco sono servite le opere donate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti, nel 2016, per rendere il Parco un “Museo a cielo aperto”. Tali opere, neppure un anno dopo, giacevano scomposte sulle sponde del fiume.
Così l’immondizia è tornata ad accumularsi, le erbacce hanno ricominciato a crescere indisturbate, l’area giochi e il percorso attrezzato sono stati divelti.
I progetti per il recupero
Solo nel 2020 il Parco Tevere della Magliana ha ricevuto nuovi finanziamenti dalla Regione Lazio per futuri interventi. Tra questi, l’associazione Una Finestra Laica sul Territorio ha firmato un patto di collaborazione con la Regione Lazio per interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni. Dall’associazione fanno sapere che saranno messe in atto, in primis, azioni volte alla manutenzione e al rinnovamento del verde attraverso sfalcio e piantumazione di nuovi alberi. Subito dopo verrà attivato un servizio di vigilanza, attraverso l’ausilio di droni, per monitorare lo stato generale delle alberature e delle infrastrutture.

Enrico Olivieri, presidente di Una Finestra Laica sul Territorio, ha precisato che «dal 7 gennaio sono iniziati i lavori di sfalcio e cura del verde; i lavori, che termineranno nel giro di poche settimane, sono portati avanti dai nostri 29 volontari. Di questi, 15 fanno parte del protocollo d’intesa Map, Messa alla prova dell’Uepe, Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna e loro». Dopo questa prima fase sarà creato un Centro Culturale Sociale, che coinvolgerà tutte le associazioni del territorio con lo scopo di stilare una programmazione semestrale per le attività destinate ai cittadini. «Tra le proposte che abbiamo sottoscritto con la Regione», spiega Olivieri, «sono previste attività di pet-terapy, azioni volte alla promozione dell’artigianato locale, la realizzazione di manifestazioni teatrali e culturali.»
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