<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>scuola Archivi - Periferiacapitale</title>
	<atom:link href="https://www.periferiacapitale.org/tag/scuola/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.periferiacapitale.org/tag/scuola/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 Mar 2024 11:06:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.3.1</generator>

<image>
	<url>https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/periferiacapitale-favicon.png</url>
	<title>scuola Archivi - Periferiacapitale</title>
	<link>https://www.periferiacapitale.org/tag/scuola/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Aprire tutte le scuole ai quartieri</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/aprire-tutte-le-scuole-ai-quartieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 11:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esquilino]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio I]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/?p=19088</guid>

					<description><![CDATA[Sabato 6 aprile sarà una giornata importante e bella per Roma: la Rete romana Scuole Aperte Partecipate, che compie dieci anni, incontra chi ha avviato l’esperienza della scuola aperta e chi vuole farlo. Nel pomeriggio grande festa con l’Associazione genitori Di Donato, che invece di anni ne copie venti. Invito, programma e modulo per iscriversi: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Sabato 6 aprile sarà una giornata importante e bella per Roma: la Rete romana Scuole Aperte Partecipate, che compie dieci anni, incontra chi ha avviato l’esperienza della scuola aperta e chi vuole farlo. Nel pomeriggio grande festa con l’Associazione genitori Di Donato, che invece di anni ne copie venti. Invito, programma e modulo per iscriversi:<br />
<a href="https://comune-info.net/scuole-aperte/aprire-tutte-le-scuole-ai-quartieri/?fbclid=IwAR12aOnD6c_7w0pIuttoTyU3TMNw1DnborfY1EyQQEkpw2efEx5rCkMhaLg_aem_AR6LvyxjIERdyYTLRldRCMyERZZ6Fak0jXYsqPVRuvmMidmncwtUStLXlrNW92fZlh_Lzg5rRIFOui0tj9KTbRh2" target="_blank" rel="noopener">https://comune-info.net/</a></p>
<p><a href="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2024/03/433883025_910389991095560_5224861089548881082_n.jpg"><img decoding="async" fetchpriority="high" class="alignnone wp-image-19089 size-medium" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2024/03/433883025_910389991095560_5224861089548881082_n-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2024/03/433883025_910389991095560_5224861089548881082_n-212x300.jpg 212w, https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2024/03/433883025_910389991095560_5224861089548881082_n-724x1024.jpg 724w, https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2024/03/433883025_910389991095560_5224861089548881082_n-768x1086.jpg 768w, https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2024/03/433883025_910389991095560_5224861089548881082_n-1086x1536.jpg 1086w, https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2024/03/433883025_910389991095560_5224861089548881082_n.jpg 1414w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piccole scuole di territorio diventano “bene comune”</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/piccole-scuole-di-territorio-diventano-bene-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 06:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/piccole-scuole-di-territorio-diventano-bene-comune/</guid>

					<description><![CDATA[Nell’Italia congelata dall’inverno demografico, Paese più vecchio d’Europa e secondo al mondo dietro soltanto al Giappone dei centenari, la scuola resta uno dei pochi spazi di protagonismo vero di bambini, adolescenti e giovani. La riprova la si ha sfogliando il Rapporto&#160;Labsus 2022 “Le scuole: da beni pubblici a beni comuni”, che presenta e analizza i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell’Italia congelata dall’inverno demografico, Paese più vecchio d’Europa e secondo al mondo dietro soltanto al Giappone dei centenari, la scuola resta uno dei pochi spazi di protagonismo vero di bambini, adolescenti e giovani. La riprova la si ha sfogliando il Rapporto&nbsp;Labsus 2022 “Le scuole: da beni pubblici a beni comuni”, che presenta e analizza i dati dei 102 Patti diffusi in tutta Italia (50 di collaborazione e 52 educativi di comunità, più diffusi nelle aree interne), che hanno direttamente coinvolto oltre 10mila attori nei territori. E per la maggior parte si tratta, appunto di bambini (72% sotto gli 11 anni), ma anche adolescenti tra i 13 e i 19 anni e giovani adulti tra i 20 e i 30 anni.&nbsp;Frutto dell’indagine dell’Osservatorio nazionale dei Patti di collaborazione e Patti educativi di comunità, realizzato da Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà) in sinergia con l’Indire (Istituto nazionale didattica e ricerca educativa), il Rapporto presenta una selezione di buone pratiche di sviluppo locale, con la scuola al centro, che hanno saputo coinvolgere e rendere protagonisti i diversi attori sul territorio, per rispondere a concreti bisogni della comunità. Un metodo che ha contribuito anche a cambiare il modo di «fare scuola», aprendo gli istituti ai territori e rendendoli “abitati” non soltanto dagli alunni ma dall’intera comunità locale.</p>



<p>«Si tratta di esperienze di vera e propria scuola di cittadinanza e partecipazione attiva al bene comune», ha spiegato, presentando il Rapporto, Stefania Mancini, presidente di Assifero, associazione delle Fondazioni ed enti filantropici e della Fondazione Charlemagne, che ha annunciato l’avvio di un progetto di cittadinanza attiva su Roma, attraverso protocolli tra le scuole e i Municipi.</p>



<p>E sono proprio le scuole il collante delle iniziative locali, come ha ricordato Pasquale Bonasora, presidente di Labsus, sottolineando che dei Patti fanno parte attiva le associazioni ma anche singoli cittadini, cooperative, Enti pubblici e persino gruppi informali. «È la scuola a tenere insieme tutte queste realtà», aggiunge Bonasora. Anche soggetti che, di solito, non sono presenti alla firma dei Patti (come i singoli cittadini e i gruppi informali), alla fine risultano parte integrante dei progetti. Segno che la scuola è davvero capace di sconfinare,&nbsp;aggregando una comunità che educa anche al di là dei recinti scolastici. Alla domanda “Il Patto interagisce con attori del territorio che non appartengono alla sfera scolastica?», ben il 94% degli interpellati ha, appunto, risposto affermativamente.</p>



<p>«Un altro aspetto non secondario – aggiunge Bonasora – riguarda il fatto che&nbsp;tra gli obiettivi dei&nbsp;Patti ci sono proprio&nbsp;quelli dell’Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile. Tra questi, per esempio, la qualità dell’educazione, le città sostenibili, salute e benessere e la riduzione&nbsp;delle diseguaglianze».&nbsp;Nel “mirino” dei Patti ci sono, naturalmente, anche azioni specifiche di contrasto alla dispersione scolastica e alla&nbsp;povertà educativa, come nel caso dell’Istituto comprensivo di Teglia, in provincia di Genova, il cui progetto è stato presentato dalla dirigente scolastica Maria Elena Tramelli. Territorio con diverse fragilità e a rischio povertà educativa, Teglia ha sofferto molto le conseguenze del crollo del ponte Morandi del 14 agosto 2018, che l’ha praticamente separata dal resto della città. «Il Patto ha avuto una funzione rigenerativa del territorio e di rete di protezione della comunità, soprattutto in chiave anti-dispersione scolastica», ha ricordato la preside ligure.</p>



<p>Adesso, però, per dare ai Patti la possibilità di contaminare positivamente la scuola italiana, è necessario che ricevano un’investitura «istituzionale», ha sottolineato Giuseppina Rita Jose Mangione, primo ricercatore dell’Indire. «Con i Patti territoriali – ha ricordato Mangione – la scuola diventa un ecosistema dinamico integrato per il bene comune. Una scuola diffusa e aperta, centro civico della comunità e attore fondamentale per la rigenerazione urbana dei territori. Per questo è necessario promuovere una rete di soggetti che vedono il Patto come un vero e proprio cambiamento del sistema educativo italiano». Perché una scuola che cresce migliora il Paese.</p>



<p>Paolo Ferrario</p>



<p>Avvenire, 31 marzo 2023</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scuola di Italiano Lab Puzzle</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/scuola-di-italiano-lab-puzzle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fidene]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio III]]></category>
		<category><![CDATA[Tufello]]></category>
		<category><![CDATA[Val Melaina]]></category>
		<category><![CDATA[labpuzzle]]></category>
		<category><![CDATA[municipioIII]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/scuola-di-italiano-lab-puzzle/</guid>

					<description><![CDATA[Formarsi per essere, formarsi per formare&#8230; La diffusione della conoscenza come strumento di welfare, di crescita personale e politica sono da sempre uno degli obiettivi che come comunità di Lab Puzzle.L&#8217;attività delle sue scuole, vederle partecipate e crescere ci riempie di gioia e orgoglio.Grazie al contributo di Fondazione Cherlemagne, nell&#8217;ambito del programma periferiacapitale, sabato 5 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Formarsi per essere, formarsi per formare&#8230; La diffusione della conoscenza come strumento di welfare, di crescita personale e politica sono da sempre uno degli obiettivi che come comunità di <a href="https://www.facebook.com/puzzle.welfareinprogress" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lab Puzzle</a>.<br>L&#8217;attività delle sue scuole, vederle partecipate e crescere ci riempie di gioia e orgoglio.<br>Grazie al contributo di Fondazione Cherlemagne, nell&#8217;ambito del programma <a href="https://www.facebook.com/periferiacapitale?__cft__[0]=AZURvRPElk2KdPpBygeYUuTPC-lyZ1VCThYLdEroK4FiUye_1CJZCUa5CJv6z6x3pbDAASiC4kNpAIABHO_rSedV2w5Aj5lZD9l1mxNz2CrdDl1Skp1Aoj4EhwQEGRsrhOLUXXoC7ZKQUWU43vfYGvgD7tYA02GUmTpBMnGU0SWnybphDVUiHOOA9pJL0ebSGMI&amp;__tn__=-]K-R">periferiacapitale</a>, sabato 5 marzo la <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100057094705857&amp;__cft__[0]=AZURvRPElk2KdPpBygeYUuTPC-lyZ1VCThYLdEroK4FiUye_1CJZCUa5CJv6z6x3pbDAASiC4kNpAIABHO_rSedV2w5Aj5lZD9l1mxNz2CrdDl1Skp1Aoj4EhwQEGRsrhOLUXXoC7ZKQUWU43vfYGvgD7tYA02GUmTpBMnGU0SWnybphDVUiHOOA9pJL0ebSGMI&amp;__tn__=-]K-R">Scuola di Italiano Lab Puzzle</a> e la <a href="https://www.facebook.com/scuolapopolare.carlaverbano.7?__cft__[0]=AZURvRPElk2KdPpBygeYUuTPC-lyZ1VCThYLdEroK4FiUye_1CJZCUa5CJv6z6x3pbDAASiC4kNpAIABHO_rSedV2w5Aj5lZD9l1mxNz2CrdDl1Skp1Aoj4EhwQEGRsrhOLUXXoC7ZKQUWU43vfYGvgD7tYA02GUmTpBMnGU0SWnybphDVUiHOOA9pJL0ebSGMI&amp;__tn__=-]K-R">Scuola Popolare Carla Verbano</a> si sono divertite un mondo al <a href="https://www.facebook.com/teatro7off?__cft__[0]=AZURvRPElk2KdPpBygeYUuTPC-lyZ1VCThYLdEroK4FiUye_1CJZCUa5CJv6z6x3pbDAASiC4kNpAIABHO_rSedV2w5Aj5lZD9l1mxNz2CrdDl1Skp1Aoj4EhwQEGRsrhOLUXXoC7ZKQUWU43vfYGvgD7tYA02GUmTpBMnGU0SWnybphDVUiHOOA9pJL0ebSGMI&amp;__tn__=-]K-R">Teatro 7 Off</a>!!! <br>Tante risate e grande partecipazione! <br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/330544074_1235255694076442_7977816500444767722_n-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11754"/></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Student DOC FEST &#8211; Kids on the Docs</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/student-doc-fest-kids-on-the-docs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[periferiacapitale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[spinoff]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/student-doc-fest-kids-on-the-docs/</guid>

					<description><![CDATA[Programmazione Lunedì 21 novembre dello Student DOC FEST &#8211; Kids on the Docs;Ore 15:30 &#8211; 17:30: Incontro con la regista Francesca Mazzoleni — PUNTASACRA di Francesca Mazzoleni (IT 96’ 2021 ). Un racconto fra realismo e immaginario, fra nostalgia e sogno. Ore 17:30 &#8211; 19:30 — BE MY VOICE di Nahid Persson (Svezia, 2021, 90’) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><a href="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/315768107_501639818664694_3708406425877958301_n.jpg"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/315768107_501639818664694_3708406425877958301_n-722x1024.jpg" alt="" class="wp-image-10848" width="376" height="533"/></a></figure>



<p>Programmazione Lunedì 21 novembre dello <a href="https://www.facebook.com/studentdocfest?__tn__=-UC*F">Student DOC FEST &#8211; Kids on the Docs</a>;<br><strong>Ore 15:30 &#8211; 17:30</strong>: I<strong>ncontro con la regista Francesca Mazzoleni — PUNTASACRA di Francesca Mazzoleni (IT 96’ 2021 )</strong>.<br> Un racconto fra realismo e immaginario, fra nostalgia e sogno.<br><br><strong>Ore 17:30 &#8211; 19:30 — BE MY VOICE di Nahid Persson (Svezia, 2021, 90’) </strong><br>Masih Alinejad, la giornalista e attivista che ha esortato le donne iraniane a ribellarsi contro l&#8217;hijab forzato sui social media.<br><br><br>Buon inizio Student Doc Fest!<br><a href="https://www.facebook.com/spinoffroma/?__cft__[0]=AZXh6v7kMhH0MHv_N4Kvlj6zVfnzI9FKX_qKMgWBKAjPbz94LUUPsdnxRkDdwTDj6dPRtLuTFUc-hpP9wouBfdpDfgx7AH-JZdSqMfloZQGdnjc_57pJ9eDPOOyk75qFBiPr7M37PKeJFKvYlXPWbtgYPgjl5ysmspFci95GSwU5sQdX824bXNQtVnvMTpBQmHdkNGCZnAPKG-o1qmNMC1Mu&amp;__tn__=kK-y-R">Spinoff Roma</a> Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da <a href="https://www.facebook.com/ministerodellacultura?__cft__[0]=AZXh6v7kMhH0MHv_N4Kvlj6zVfnzI9FKX_qKMgWBKAjPbz94LUUPsdnxRkDdwTDj6dPRtLuTFUc-hpP9wouBfdpDfgx7AH-JZdSqMfloZQGdnjc_57pJ9eDPOOyk75qFBiPr7M37PKeJFKvYlXPWbtgYPgjl5ysmspFci95GSwU5sQdX824bXNQtVnvMTpBQmHdkNGCZnAPKG-o1qmNMC1Mu&amp;__tn__=-]K-y-R">Ministero della Cultura</a> e <a href="https://www.facebook.com/MinisteroIstruzione?__cft__[0]=AZXh6v7kMhH0MHv_N4Kvlj6zVfnzI9FKX_qKMgWBKAjPbz94LUUPsdnxRkDdwTDj6dPRtLuTFUc-hpP9wouBfdpDfgx7AH-JZdSqMfloZQGdnjc_57pJ9eDPOOyk75qFBiPr7M37PKeJFKvYlXPWbtgYPgjl5ysmspFci95GSwU5sQdX824bXNQtVnvMTpBQmHdkNGCZnAPKG-o1qmNMC1Mu&amp;__tn__=-]K-y-R">Ministero dell&#8217;Istruzione</a>. Partner culturali:<br>Institut Français Centre Saint-Louis, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, <a href="http://www.fondazionecharlemagne.org">Fondazione Charlemagne</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La prima regola: film su una scuola di periferia dal 1 Dicembre</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/10775-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/10775-2/</guid>

					<description><![CDATA[Esce il 1 dicembre 2022 al cinema La prima regola, il film d’esordio del regista Massimiliano D’Epiro, prodotto da Dinamo Film, Goldenart Production con Rai Cinema, in associazione con Notorious Pictures. Un corso pomeridiano di recupero si trasforma in un’intensa esperienza di vita che cambierà per sempre il destino di un professore e di un gruppo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Esce il 1 dicembre 2022 al cinema La prima regola, il film d’esordio del regista Massimiliano D’Epiro, prodotto da Dinamo Film, Goldenart Production con Rai Cinema, in associazione con Notorious Pictures. Un corso pomeridiano di recupero si trasforma in un’intensa esperienza di vita che cambierà per sempre il destino di un professore e di un gruppo di giovani studenti.<br><br></p>


<p><iframe width="300" height="300" src="https://www.youtube.com/embed/bEOvKpwMXJg" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></p>


<h3 class="wp-block-heading">TRAMA</h3>



<p>Una scuola superiore di periferia. Gabriele, un giovane professore appena trasferito, è chiamato a tenere un corso di recupero per sei studenti “difficili”, sospesi per motivi disciplinari – quasi tutti italiani di seconda generazione. Il Preside è subito chiaro: far recuperare ai ragazzi alcune ore di lezione per l’ammissione agli esami di diploma. Il primo impatto con gli studenti, però, è violentissimo. Nicolas, il più difficile, con pregiudizi profondamente radicati, lo minaccia con un coltello e gli spiega quali sono le “regole” da seguire in quella classe.</p>



<p>Nonostante la sfiducia di Preside e colleghi, Gabriele riesce a conquistare i ragazzi, sia sul piano didattico sia, soprattutto, su quello umano. Sovverte le regole, diventa loro amico. Con tutti tranne che con Nicolas. A pochi giorni dalla fine del corso, lo studente, con l’aiuto degli abitanti del quartiere, provoca degli scontri contro i migranti del campo profughi, detto lo “Zoo”, situato a pochi metri dalla scuola. La tensione esplode rapidamente, e vengono fuori tutte le contraddizioni di una società abbandonata a se stessa e i conflitti che covano dentro ai giovani studenti. La scuola è prima militarizzata, poi chiusa. Il corso di recupero è finito. C’è tempo solo per l’ultima lezione.<br>Articolo completo e clip esclusiva su:<br><a href="https://www.tpi.it/spettacoli/cinema/la-prima-regola-film-clip-anteprima-tpi-20221110948589/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.tpi.it/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scuola, lavoro, disabilità: le promesse disattese</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/scuola-lavoro-disabilita-le-promesse-disattese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[gliasini]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/scuola-lavoro-disabilita-le-promesse-disattese/</guid>

					<description><![CDATA[Il primo momento decisivo nella costruzione del futuro lavorativo dello studente con disabilità è l’orientamento alla scuola superiore [&#8230;] : nella stragrande maggioranza dei casi, le famiglie di persone con disabilità intellettiva in Italia scelgono di iscrivere i propri figli a istituti tecnici o professionali. Se si opta per un liceo, spesso è quello artistico, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il primo momento decisivo nella costruzione del futuro lavorativo dello studente con disabilità è l’orientamento alla scuola superiore [&#8230;] : nella stragrande maggioranza dei casi, le famiglie di persone con disabilità intellettiva in Italia scelgono di iscrivere i propri figli a istituti tecnici o professionali. Se si opta per un liceo, spesso è quello artistico, dove maggiori sono le attività laboratoriali e dove la didattica viene organizzata non solo in modo frontale. <strong>Nei licei, la presenza di alunni con disabilità intellettiva è invece molto bassa. Sono vari i fattori che influiscono sulla scelta delle famiglie</strong>: la presenza di un dipartimento di inclusione attivo e con una buona reputazione (le associazioni delle famiglie, i servizi di neuropsichiatria, i modi attraverso cui gli istituti si “sponsorizzano” all’esterno costruiscono questa nomea), l’idea che una persona con disabilità intellettiva non possa seguire lezioni frontali e teoriche “da liceo”, la speranza che istituti tecnici e professionali insegnino concretamente un mestiere all’alunno, la prossimità geografica. Anche se lentamente le cose stanno cambiando, nei licei i dipartimenti di sostegno sono spesso assenti o composti da uno o due insegnanti. È vero: se una famiglia decide di iscrivere il proprio figlio a un liceo che non ha in organico un insegnante di sostegno, esso sarà fornito dall’ufficio scolastico. Tuttavia, anche se nessuna legge concretamente impedisce l’accesso ad alunni con disabilità, nei fatti poche famiglie avrebbero il coraggio di far studiare il proprio figlio in un ambiente la cui organizzazione non è preparata alla sua presenza. Il problema non è, ovviamente, l’iscrizione in un istituto professionale, ma il fatto è che essa appare come l’unica opzione possibile. <strong>Per modificare questa segregazione, è necessaria una cultura dell’inclusione che porti un’istituzione ad assumersi il rischio di cambiare gli ambienti e le forme della didattica</strong>, avendo anche il coraggio di rompere il tabù implicito che vede nella presenza di alunni con disabilità (così come di origine migrante) un peggioramento della qualità didattica ed educativa di una scuola. <a href="https://gliasinirivista.org/scuola-lavoro-disabilita-le-promesse-disattese/?fbclid=IwAR01o31SnqNSsKGFH1tGcTuyLvD3CEHnabeKzV1JDh4yEadxEtuX3lvepCU" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://gliasinirivista.org/scuola-lavoro-disabilita-le&#8230;/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attivati corsi di italiano per i profughi ucraini</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/attivati-corsi-di-italiano-per-i-profughi-ucraini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/attivati-corsi-di-italiano-per-i-profughi-ucraini/</guid>

					<description><![CDATA[Iprofughi ucraini in fuga dalla guerra potranno studiare la lingua italiana nelle scuole superiori della città. A deciderlo è il consiglio metropolitano approvando la mozione ‘Sostegno e solidarietà al popolo Ucraino’ presentata dai consiglieri delegati Tiziana Biolghini e Daniele Parrucci.&#160; “Una iniziativa fondamentale che si integra con le altre intraprese dal nostro Ente metropolitano e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Iprofughi ucraini in fuga dalla guerra potranno studiare la lingua italiana nelle scuole superiori della città. A deciderlo è il consiglio metropolitano approvando la mozione ‘Sostegno e solidarietà al popolo Ucraino’ presentata dai consiglieri delegati Tiziana Biolghini e Daniele Parrucci.&nbsp;</p>



<p>“Una iniziativa fondamentale che si integra con le altre intraprese dal nostro Ente metropolitano e da Roma Capitale che si sono mobilitate per l’accoglienza e con centri di raccolta per le donazioni in un territorio martoriato dalla guerra. Le persone che arrivano in Italia non conoscendo la lingua italiana subiscono difficile interazione e hanno il bisogno di farsi comprendere” ha spiegato Pierluigi Sanna, vice sindaco della Città metropolitana di Roma.<br>Articolo completo su:<br><a href="https://www.romatoday.it/politica/scuola-lingua-italiana-profughi-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.romatoday.it/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non parlate più di disuguaglianze</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/non-parlate-piu-di-disuguaglianze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/non-parlate-piu-di-disuguaglianze/</guid>

					<description><![CDATA[Dall’inizio della pandemia, quando si ragiona di scuola chi governa non fa che parlare di aprire la scuola al territorio, dividere le classi in piccoli gruppi, appropriarsi dei luoghi di cultura della città per fare scuola in modo diverso, ma anche di moltiplicare gli spazi sociali che bambini e bambine, ragazzi e ragazze possono frequentare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dall’inizio della pandemia, quando si ragiona di scuola chi governa non fa che parlare di aprire la scuola al territorio, dividere le classi in piccoli gruppi, appropriarsi dei luoghi di cultura della città per fare scuola in modo diverso, ma anche di moltiplicare gli spazi sociali che bambini e bambine, ragazzi e ragazze possono frequentare nei pomeriggi per attività extrascolastiche. L’ipocrisia non sembra conoscere confini. “Che non parlino più di lotta alle disuguaglianze sociali, perché un’insegnante che come me vive la scuola da venticinque anni – scrive Cinzia Pennati Penny -, ha visto passare parecchi ministri, parecchi governi e ogni volta si è tagliato qualcosa. I progetti, le compresenza, il tempo, le risorse. Un’insegnante come me sa che la scuola, rispetto a due anni fa, non ha fatto che sprofondare sempre di più nel baratro…”</em><br>(Articolo di <a href="https://comune-info.net/autori/penny/">Penny</a> su <a href="https://comune-info.net/smettete-di-parlare-di-disuguaglianze/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comune-info.net/</a><br><br>Noi stiamo cadendo come pedine. Parlo di <strong>noi insegnanti</strong>, quelli che nella scuola ci credono e per cui presidiarla è una scelta etica oltre che lavorativa. Come dice Umberto Galimberti, molti insegnanti non sono motivati (vi prego non parliamo di vocazione) ma è anche vero che dopo anni di abusi persino chi è motivato, perde qualsiasi entusiasmo. <strong>Siamo consumati</strong>.</p>



<p>Ho ascoltato con attenzione il ministro dell’istruzione sfornare numeri su numeri, ho sentito il presidente del consiglio Mario Draghi e ho sentito i vari tecnici, per cui la Dad che fino all’anno scorso sembrava la panacea di tutti i mali, è diventata il demone nero. Crea disuguaglianze sociali… ma va’, davvero? Vorrei ricordare che le disuguaglianze sociali c’erano anche prima della DAD,&nbsp;<strong>abbiamo le classi intasate da 25 alunni che non possono avere tutti la nostra attenzione e chi ha una famiglia alle spalle ce la farà, chi è povero – la povertà minorile esiste, ops! – rimarrà indietro, sputato dal sistema</strong>. E prima della Dad non c’erano neppure gli spazi, chi può pagarsi palestre e sport, allenerà il suo spirito tanto quanto il suo corpo, gli altri si fottano.&nbsp;<strong>Chi può pagarsi i musei, i cinema, i teatri, accrescerà la sua cultura, gli altri rimarranno sempre più indietro</strong>, perché la cultura nel nostro paese anche per gli studenti è inaccessibile.</p>



<p>La disabilità è sola,&nbsp;<strong>un bambino/a disabile, spesso, non riesce a frequentare le 40 ore settimanali che gli spetterebbero</strong>, perché non ha la copertura totale? Come la chiamate questa? Io disuguaglianza sociale e, ahimè, anche qui la DAD non c’entra.</p>



<p>Per avere un FFp2 bisogna un insegnante deve avere un disabile in classe, se non lo ha, se la compra, così come si paga i tamponi quando la classe va in quarantena.</p>



<p><strong>Chi ha vissuto la scuola conosce il girone dantesco della partenza, le cattedre vuote e i supplenti che non si trovano, supplenti che ricevono il primo stipendio dopo mesi</strong>. Chi conosce la scuola sa che i contratti Covid per il personale ATA ( che è sempre sotto organico) a dicembre sono stati interrotti, poi ripresi perché come si poteva immaginare la pandemia è ancora in corso.</p>



<p>Nessuna delle promesse di due anni fa è stata realizzata,&nbsp;<strong>per questa riapertura – allo sbando – io ho sentito parlare solo di sistemi di areazione</strong>, chi lo ha fatto a scuola non ha mai messo piede.</p>



<p><strong>Due anni fa ci avete promesso una scuola che si apriva al territorio, alla città, per recuperare spazi e poter dividere le classi in piccoli gruppi&nbsp;</strong>(questa è una scelta pedagogico didattica illuminante). Ci avete promesso accesso ai cinema, ai teatri, ai musei, invece, portarci le classi è impossibile perché sono le famiglie a dover pagare. Ci avete promesso stipendi più giusti perché chi è motivato la scuola la sta tenendo in piedi, malgrado voi, perché chi è motivato la scuola la scelga invece di dirigersi verso lavori più redditizi (ricordo le distanze con i colleghi europei, ricordo un contratto fermo da 7 anni, ricordo le distanze, a parità di titoli, con altri ministeri).&nbsp;<strong>Ci avete promesso spazi più belli, non aule anguste, dove gli alunni abbiano voglia e desiderio di stare, non solo nell’orario scolastico ma anche dopo, invece, che costringerli a chiudersi nelle proprie stanze e finire dentro al turbine dell’ansia sociale (è così che si combatte la disuguaglianza non con i sistemi di areazione e con scuole aperte indecenti)</strong>. Ci avete promesso didattiche più illuminate meno burocratiche, insegnanti preparati, invece, con tutto il rispetto per chi sta lavorando, molti supplenti non hanno mai fatto un giorno di scuola e non sanno da che parte girarsi (formare insegnanti con capacità didattiche ma anche psicologiche, pedagogiche ed empatiche, questa è una scelta illuminante).</p>



<p>Una scelta illuminante sarebbe stata quella di assumere più insegnanti e pensare ad una didattica in gruppi classe più piccoli,&nbsp;<strong>una scelta illuminante sarebbe stata quella di uscire dagli istituti fatiscenti e appropriarsi dei luoghi di cultura della città per “fare” scuola</strong>. La scuola avrebbe potuto aprire davvero in sicurezza. Una scelta illuminante sarebbe stata quella di sostituire subito gli insegnati quando mancano e non aspettare i tre giorni di mutua per risparmiare, risparmiare e risparmiare. Non si risparmia sull’umanità. Non si risparmia sul futuro.</p>



<p>Con questo&nbsp;<strong>non voglio dire che si dovevano tenere le scuole chiuse ma nemmeno lasciarci così soli e buttarci allo sbando</strong>, perché è questo che sta succedendo.</p>



<p>Ogni giorno mi chiedo se prenderò il Covid, se lo attaccherò a chi amo che presenta una fragilità, a mia figlia (il cui padre non vuole che si vaccini). Ogni giorno mi chiedo se qualche mio bambino/a se lo prenderà e ho paura, per loro e per me.</p>



<p>La DAD nessuno l’ha voluta, noi docenti siamo stati i primi a dirlo, ma i ministri dovrebbero ammettere che non hanno riaperto la scuola per fermare la disuguaglianza sociale, perché come ripeto, la scuola per come è pensata, sfornava la disuguaglianza prima della DAD e continua a sfornarla, non basta la presenza.</p>



<p>Dovrebbero essere sinceri e dire che come sempre mandano gli insegnanti al macello, soprattutto, quelli motivati che solitamente sono quelli che restano, per non bloccare il sistema produttivo. È questo che si chiede alla scuola, non fermarsi e di chi la abita vi interessa pochissimo. Ma stiamo cadendo come pedine, la spinta verso il cambiamento ha ceduto il passo alla rassegnazione.</p>



<p>Ma&nbsp;<strong>che non parlino di lotta alle disuguaglianze sociali</strong>, perché un’insegnante che come me vive la scuola da 25 anni, ha visto passare parecchi ministri, parecchi governi e ogni volta si è tagliato qualcosa. I progetti, le compresenza, il tempo, le risorse.&nbsp;<strong>Un’insegnante come me sa che la scuola, rispetto a due anni fa, non ha fatto che sprofondare sempre di più nel baratro&nbsp;</strong>e che non basta tenerla aperta per salvare chi le abita. E questo è davvero inaccettabile.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Cinzia Pennati (Penny) è insegnante, scrittrice e madre di due ragazze adolescenti, tra le quali Ludovica Paglino (l’autrice del disegno) e cura il blog&nbsp;<a href="https://sosdonne.com/"><strong>sosdonne.com</strong></a>. Il suo ultimo libro è&nbsp;<strong><em><a href="https://www.ragazzimondadori.it/libri/ai-figli-ci-sono-cose-da-dire-cinzia-pennati/">Ai figli ci sono cose da dire</a></em></strong>. Nell’archivio di Comune i suoi articoli sono leggibili&nbsp;<strong><a href="https://comune-info.net/autori/penny/">qui</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovi fondi per asili nido e scuola per l&#8217;infanzia</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/nuovi-fondi-per-asili-nido-e-scuola-per-linfanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/nuovi-fondi-per-asili-nido-e-scuola-per-linfanzia/</guid>

					<description><![CDATA[Nuovi asili nido, ristrutturazione di scuole per l’infanzia, abbattimento delle rette: sono solo alcuni dei servizi che saranno finanziati dalla Regione Lazio con un contributo di 35 milioni di euro per il triennio 2021-2023, approvato in una delibera di Giunta. “Il programma regionale dei Servizi educativi -si legge in una nota della Regione Lazio- comprende [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuovi asili nido, ristrutturazione di scuole per l’infanzia, abbattimento delle rette: sono solo alcuni dei servizi che saranno finanziati dalla Regione Lazio con un <strong>contributo di 35 milioni di euro per il triennio 2021-2023</strong>, approvato in una delibera di Giunta. “Il programma regionale dei Servizi educativi -si legge in una nota della Regione Lazio- comprende infatti una serie di interventi volti ad ampliare l’offerta pubblica e la sua distribuzione territoriale. Oltre ai nuovi asili nido saranno realizzati anche nuovi Poli per l’infanzia dai Comuni e dalle Asp e grazie a questo nuovo finanziamento saranno incentivati anche nuovi servizi integrativi realizzati da privati, in particolare nidi domestici, e gestiti in convenzione con il comune di riferimento; sarà riconosciuto anche un finanziamento tra i 20 e i 35 mila euro per lavori di manutenzione delle strutture esistenti e costituita una specifica riserva nella ripartizione dei fondi per supportare il periodo di ‘start up’ dei nuovi nidi con un contributo fino a mille euro per ogni nuovo posto bimbo attivato”.</p>



<p>Inoltre, in un’ottica di inclusione ed integrazione, sono previsti possibili incentivi per il sostegno ai servizi educativi che si avvalgono di educatori bilingue lis (lingua italiana dei segni) e di personale specializzato e formato per lavorare con bambine e bambini non udenti. Promossa anche la realizzazione di progetti sperimentali, di avvicinamento alla lettura, alla lingua inglese e alla musica e l’utilizzo di materiale ecologico, la riduzione dell’uso della plastica e l’impiego di prodotti a chilometro zero. “Ulteriori 35 milioni di euro -commenta nella nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti- per l’educazione e la crescita dei bambini e soprattutto per offrire un sostegno economico alle loro famiglie, soprattutto di quelle più fragili, ma non solo, perché con questa delibera incentiviamo la creazione di nuovi servizi di qualità, coinvolgendo genitori, educatori e associazioni. Inoltre valorizziamo il patrimonio immobiliare grazie alla ristrutturazione di strutture già esistenti o inutilizzate, mettendo sempre la sicurezza dei nostri figli al centro della nostra azione di governo e facendo tornare a nuova vita e soprattutto al servizio di tutta la comunità edifici vuoti e abbandonati. La Regione Lazio vuole essere vicina alle famiglie e con questo provvedimento lo dimostriamo ancora una volta”.</p>



<p>Articolo completo su: <br><a href="http://romasociale.com/dalla-regione-nuovi-fondi-per-asili-nido-e-scuole-infanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://romasociale.com/dalla-regione-nuovi-fondi-per-asili-nido-e-scuole-infanzia/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mondo della scuola estiva</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/il-mondo-della-scuola-estiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[comuneinfo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/il-mondo-della-scuola-estiva/</guid>

					<description><![CDATA[È possibile tenere aperta la scuola durante l’estate? È possibile non limitarsi ad aprirla al territorio ma al mondo? È possibile che un gruppo di persone comuni trovi il modo e il tempo per restituire al quartiere un archivio storico, un orto didattico e una “palestra di cittadinanza”? Quelli dell’associazione ANITA di Roma non hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>È possibile tenere aperta la scuola durante l’estate? È possibile non limitarsi ad aprirla al territorio ma al mondo? È possibile che un gruppo di persone comuni trovi il modo e il tempo per restituire al quartiere un archivio storico, un orto didattico e una “palestra di cittadinanza”? Quelli dell’associazione ANITA di Roma non hanno dubbi: “Dodici giovani provenienti da Spagna, Francia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania e Italia hanno dedicato parte delle loro vacanze al volontariato, venendo ad aiutarci a riqualificare gli spazi dell’orto e dei seminterrati della scuola Garibaldi…</em><br><br>di <a href="https://comune-info.net/autori/valentina-pescetti/">Valentina Pescetti</a> da <a href="https://comune-info.net/scuole-aperte/il-mondo-della-scuola-estiva/?fbclid=IwAR0YAmvKAVVkAY-d3t19cXEW29Z_AMP8fheAeC0S-w305hALSi7Zty0xi7w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://comune-info.net</a><br></p>



<p>L’associazione ANITA (Associazione Nuove Idee per un Territorio Aperto alla scuola Garibaldi) è composta da famiglie e persone del territorio – il quartiere Appio Latino di Roma – e ha scelto di camminare sui sentieri delle “Scuole aperte e partecipate”. Alle sue spalle ha migliaia di ore di volontariato che dal 2013 cercano in molti modi diversi di riempire di senso l’idea di scuola pubblica quale bene comune.&nbsp;<strong>Durante l’estate, ANITA non si è aperta solo al territorio ma al mondo intero</strong>: grazie anche al parere favorevole della dirigente scolastica e del consiglio di istituto della scuola Garibaldi, ha potuto godere, per due settimane a luglio, del supporto di<strong>&nbsp;dodici giovani provenienti da Spagna, Francia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania e Italia</strong>&nbsp;che&nbsp;<strong>hanno dedicato parte delle loro vacanze al volontariato, venendo ad aiutarci a riqualificare gli spazi dell’orto didattico e dei seminterrati della scuola</strong>, contribuendo al sogno che stiamo facendo, da anni, a occhi aperti.</p>



<p>Qual è il sogno che merita quest’impegno? È quello delle “Scuole Aperte”, un sogno appunto e non un semplice progetto. Qualcosa di molto di più di un insieme di obiettivi. La strada che facciamo per raggiungerli infatti è, parimenti, molto importante. Ed è&nbsp;<strong>una strada bellissima</strong>. Sterrata, a volte in salita, a volte sotto il sole cocente. A volte qualcuno corre avanti e avvista panorami mozzafiato, ma anche pericoli o possibili biforcazioni. Chi corre avanti sa che poi deve sedersi ad aspettare gli altri, oppure tornare indietro. Chi resta indietro, del resto, può apprezzare le stelle alpine o i gigli che si nascondono a uno sguardo veloce, e suggerire di accamparsi per un tempo, per alimentare la comunità.</p>



<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>&nbsp;<a href="https://comune-info.net/scuole-aperte/nel-cuore-di-anita-ce-il-territorio/">Nel cuore di Anita c’è il territorio&nbsp;</a>Francesca Borghetti,&nbsp;<a href="https://comune-info.net/scuole-aperte/la-scuola-e-il-territorio/">La scuola è il territorio. Inchiesta su Roma</a></p>



<p><strong>Tra gli obiettivi ai quali stiamo lavorando ora&nbsp;</strong>– obiettivi intrecciati al percorso per raggiungerli –<strong>&nbsp;c’è quello di realizzare una “Palestra di cittadinanza”</strong>, ovvero uno spazio di incontro e crescita, una palestra per il corpo, per la fantasia e per promuovere la cittadinanza attiva e la solidarietà. Questo spazio, a sua volta, è complementare ad altri tre spazi che l’associazione si sta impegnando a riqualificare, naturalmente per restituirli alla scuola e al territorio: un archivio storico, un orto didattico (con bibliorto e ricovero per attrezzi) e la “Casa dei mille”, l’ex appartamento del custode, ora spazio multifunzionale (dai laboratori d’arte a quelli di trasformazione dei cibi, dalla possibile foresteria per volontari a ufficio e spazio per riunioni…).</p>



<p><strong>Il campo di volontariato</strong>&nbsp;organizzato con l’associazione&nbsp;<a href="https://www.lunaria.org/">Lunaria</a>&nbsp;<strong>ha contribuito non poco a questo sogno, realizzando, con il supporto e la guida di un capomastro</strong>&nbsp;– che fino a qualche anno fa insegnava opere idrauliche ed edili presso un centro di formazione professionale –&nbsp;<strong>diverse cose</strong>: una&nbsp;<strong>compostiera</strong>&nbsp;per l’orto e la cura dello stesso orto; due&nbsp;<strong>murales&nbsp;</strong>per coprire il cemento vivo di un muro perimetrale e dei lavori realizzati alle finestre del bibliorto (per riparare i danni fatti da ladri e vandali), pitturando anche la porta di accesso al bibliorto. E ancora, il gruppo di motivati volontari ha contribuito alla&nbsp;<strong>digitalizzazione di dodici registri dell’archivio storico della scuola&nbsp;</strong>(che, una volta caricati sul sito dell’istituto comprensivo, potranno essere fruibili per ricerche da parte di bambini/e e adulti interessati al periodo della seconda guerra mondiale); alla riqualificazione di un locale per servizi igienici (prima inagibile e pericoloso) trasformandolo in due&nbsp;<em>toilettes</em>, di cui una accessibile a persone con disabilità motoria, completa di doccia; alla riqualificazione, infine, di almeno duecento metri quadrati di muri dei corridoi e di una sala dei seminterrati (dove è stata aggiunta anche con una regolare porta antincendio), e ridipingendo gli stessi per prepararli a successivi murales dedicati al tema delle migrazioni,&nbsp;<em>fil rouge</em>&nbsp;sottostante al progetto di “Palestra di cittadinanza”.</p>



<p>Un’esperienza straordinaria<strong>*</strong> come dimostra anche questo <a href="https://comune-info.net" target="_blank" rel="noreferrer noopener">racconto fotografico.</a><br></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
