<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>pasolini Archivi - Periferiacapitale</title>
	<atom:link href="https://www.periferiacapitale.org/tag/pasolini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.periferiacapitale.org/tag/pasolini/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Mar 2023 02:16:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.3.1</generator>

<image>
	<url>https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/periferiacapitale-favicon.png</url>
	<title>pasolini Archivi - Periferiacapitale</title>
	<link>https://www.periferiacapitale.org/tag/pasolini/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Un film che immagina il futuro di Corviale</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/un-film-che-immagina-il-futuro-di-corviale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corviale]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio XI]]></category>
		<category><![CDATA[corviale]]></category>
		<category><![CDATA[MunicipioXI]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/un-film-che-immagina-il-futuro-di-corviale/</guid>

					<description><![CDATA[Detto a Roma il &#8220;serpentone&#8221;, questo gigantesco palazzo di cemento lungo quasi un chilometro che si materializza all&#8217;improvviso nell&#8217;area sud-occidentale della capitale, è diventato quasi un&#8217;incona dell&#8217;abbandono delle periferie italiane tra difficoltà di ogni sorta, case occupate e mancanza di infrastrutture.Articolo da: https://www.ansa.it/magazine//corviale ll complesso è stato progettato a partire dal 1972 da un team di 23 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Detto a Roma il &#8220;serpentone&#8221;, questo gigantesco palazzo di cemento lungo quasi un chilometro che si materializza all&#8217;improvviso nell&#8217;area sud-occidentale della capitale, è diventato quasi un&#8217;incona dell&#8217;abbandono delle periferie italiane tra difficoltà di ogni sorta, case occupate e mancanza di infrastrutture.<br>Articolo da: <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2022/11/08/corviale-_f4a54332-803d-49b8-954d-a66129a53344.html?fbclid=IwAR1S8HnfVYCpX_77GmxDw7NFznhlAuIpMWtmPEKdyHk-2hHbQSzU6sX2mgM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ansa.it/magazine//corviale</a><br> ll complesso è stato progettato a partire dal 1972 da un <em>team</em> di 23 architetti coordinati dall&#8217;architetto e urbanista Mario Fiorentino. Parlando di periferie romane, possono tornare alla memoria i film di Pier Paolo Pasolini e l&#8217;attore e regista Ascanio Celestini riflette sul passato e presente della memoria dell&#8217;autore di Accattone e non solo.</p>



<p>Raggiungere Corviale, oggi, soprattutto con i mezzi pubblici, non è cosa da poco. Emblematica la storia di Michele, il barista del punto ristoro del centro polivalente Nicoletta Campanella che ospita anche la biblioteca di Corviale, che ogni giorno per raggiungere il suo luogo di lavoro impiega quasi due ore per arrivare e altrettante per tornare a casa, al Pigneto, sempre a Roma.</p>



<p>Nel &#8216;serpentone&#8217; abitano oltre quattromila persone che, tra mille problematiche, spesso sono diventati e diventano anche comparse e protagonisti, a volte a loro insaputa, di film, fiction, spot e videoclip che poi, soprattutto attraverso i social, entrano a contatto virtuale con chiunque in Italia e nel mondo. Del rapporto tra cinema e borgate romane, Trash Secco, regista autore di Bassifondi, presentato alla Festa del Cinema di Roma, fa una riflessione riportandoci indietro nella memoria alla poetica di Pier Paolo Pasolini. E proprio ispirandosi a PPP,  il musicista e regista Luigi Cinque, partendo dal festival musicale &#8216;Le ali della città&#8217; (da lui diretto, in corso di svolgimento al punto ristoro con date fino al 27 dicembre 2022), sta lavorando a un progetto cinematografico in cui il quartiere viene proiettato in un futuro lontanissimo. Nella realtà di Corviale oggi, la speranza è affidata, tra gli altri, al Calcio Sociale ed ad un gruppo di artisti, il Virus Group, che aiuta i giovani che qui vivono ad esprimersi e trovare una propria identità attraverso l&#8217;arte, e al movimento tutto al femminile Mitreo-Arte contemporanea, detto anche MitreoIside. ( <a href="mailto:martino.iannone@ansa.it">martino.iannone@ansa.it )</a> <br><br>ASCANIO CELESTINI: &#8216;CI SONO DUE PASOLINI E NON SONO LA STESSA COSA&#8217;: su <a href="https://vs.ansa.it/sito/video_mp4_export/a20221114184232358.mp4">https://vs.ansa.it/mp4</a><br><br>Articolo da: <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2022/11/08/corviale-_f4a54332-803d-49b8-954d-a66129a53344.html?fbclid=IwAR1S8HnfVYCpX_77GmxDw7NFznhlAuIpMWtmPEKdyHk-2hHbQSzU6sX2mgM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ansa.it/magazine//corviale</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://vs.ansa.it/sito/video_mp4_export/a20221114184232358.mp4" length="24581694" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Cinema e teatro all&#8217;insegna di Pier Paolo Pasolini</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/cinema-e-teatro-allinsegna-di-pier-paolo-pasolini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio II]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[municipioII]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/cinema-e-teatro-allinsegna-di-pier-paolo-pasolini/</guid>

					<description><![CDATA[il Fogolar Furlan di Roma, è lieto di invitarVI all&#8217; iniziativa patrocinata dall&#8217; Ente Friuli nel Mondo il 20 Ottobre 2022 alle ore 18.30 in Sala Italia della sede UnAR &#8211; Via Ulisse Aldrovandi n 16/B.Un pomeriggio dedicato alla figura del Giovane Pasolini, presentato attraverso gli occhi della regista Roberta Cortella con il documentario dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>il Fogolar Furlan di Roma, è lieto di invitarVI all&#8217; iniziativa patrocinata dall&#8217; Ente Friuli nel Mondo il <strong>20 Ottobre 2022 alle ore 18.30 in Sala Italia della sede UnAR &#8211; Via Ulisse Aldrovandi n 16/B</strong>.<br>Un pomeriggio dedicato alla figura del <strong>Giovane Pasolini</strong>, presentato attraverso gli occhi della regista Roberta Cortella con il documentario dal titolo: &#8220;<strong>La Rosada e L&#8217;ardilut&#8221; nel Friuli del Giovane Pasolini</strong>.</p>



<p>Alle <strong>ore 19.15</strong> l&#8217;iniziativa proseguirà con l&#8217;esibizione della socia e attrice Tiziana Bagatella in &#8220;<strong>Come tanti fili d&#8217;erba&#8221;, atto unico tratto da &#8220;RADICI&#8221; di Francesco Ricci</strong>. Atto liberamente ispirato dal romanzo di &#8220;Pier Paolo, un figlio, un fratello&#8221;.</p>



<p>Per concludere la piacevole serata sarà offerto un brindisi con rinfresco.</p>



<p>Per prenotarsi è necessario inviare entro Lunedì 17 Ottobre 2022 il proprio nominativo, con n. di cellulare alla email: fogolaroma@gmail.com</p>



<p>La segreteria<br>dell&#8217; Associazione di Promozione Sociale<br>del&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/fogolaroma?__cft__[0]=AZW9ladZZwk2eAbIMGg9vGht8Moy9ALDZ1PQamYz2Pxh-LLkrpKCo8VDacryj95jCOb9iVhPqslIz9qvY6PTz6v9ktf9x23FKW6Ike3KreuM-sS9GJxtP18LyqMz3jRaIOokrk3VytmL6OhUTd4Qg8WuS0ULbEEM0CrHNGn_POuepixCjW0mnh_0naoa7dIUs51Yon18pmIf-1Bt6EZghihe&amp;__tn__=-]K*F">FogolÂr Furlan di Roma</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cent&#8217;anni di Pasolini a Roma</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/centanni-di-pasolini-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/centanni-di-pasolini-a-roma/</guid>

					<description><![CDATA[(Da https://www.ricercaroma.it/).Cosa ha visto Pasolini a Roma? La città più bella e più brutta del mondo, ridotta alla sua ossessione. L’eccedenza dell’urbe e del suo popolo. La borghesia come malattia che conduce all’anonimato e all’omologazione. E il sogno di una storia collettiva, di un soggetto plurale, che dobbiamo ancora imparare a trattare per quel che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Da <a href="https://www.ricercaroma.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ricercaroma.it/</a>).<br>Cosa ha visto Pasolini a Roma? La città più bella e più brutta del mondo, ridotta alla sua ossessione. L’eccedenza dell’urbe e del suo popolo. <br>La borghesia come malattia che conduce all’anonimato e all’omologazione. E il sogno di una storia collettiva, di un soggetto plurale, che dobbiamo ancora imparare a trattare per quel che è: un sogno personale, ma congiunto a quelli degli altri, soprattutto di chi ci ha preceduto nelle lotte per cambiare la città. <br>Le riflessioni di Luciano De Fiore a cento anni dalla nascita del poeta.<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ricercaroma.it%2Fcentanni-di-pasolini-a-roma%2F%3Ffbclid%3DIwAR1cdleDacCnSqCoo1sCrmO9jUfnj8KC43-3xL_YIVha1B0vinM0ZSAU6xk&amp;h=AT2TcDfOTa7g0LwXTjL-6TNfh09xUms0RodMnCjpkkrpaZXJHlAOJRwmB7NgB4R9gw0dqBtW2cc4_qB5gEdOvemkJbN-aY0npUcxvm-rWCyuohZJPxLx_JwjfpvCc3mk-A&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT1YGNL9wOu_GNOMHtV0NoxyRbZnJvNN6Jubo4hGST-THw1lLnZRDLDf-VHe7CSm3ioDEErNIT0LzHYH-LJ76K9Ogr-cSCytzyctMQYPEKqRIOlkp6M7gttcRMtBq5tMNtconeN3tCF7HVLnXNOiYvTYxi4UNWv0Dj7vFxqoIkemVJWVKa9R3FhhTzgwwHf7PAiZjmOspCLJWA" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.ricercaroma.it/centanni-di-pasolini-a-roma/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pier Paolo Pasolini come &#8220;spettatore&#8221;</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/pier-paolo-pasolini-come-spettatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio I]]></category>
		<category><![CDATA[Trastevere]]></category>
		<category><![CDATA[cinemaTroisi]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/pier-paolo-pasolini-come-spettatore/</guid>

					<description><![CDATA[(Dalla pagina: FB/piccoloamerica).Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini abbiamo deciso di omaggiarlo cambiando il punto di prospettiva, scegliendo quindi di proiettare i film che aveva visto lui, amati o stroncati! Un&#8217;iniziativa patrocinata dalla Regione Lazio e in collaborazione con la CSCcinetecanazionale, che in 14 appuntamenti settimanali a ingresso gratuito ripercorre il rapporto del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Dalla pagina:<a href="https://www.facebook.com/piccoloamerica" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> FB/piccoloamerica</a>).<br>Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini abbiamo deciso di omaggiarlo cambiando il punto di prospettiva, scegliendo quindi di proiettare i film che aveva visto lui, amati o stroncati! <br><br>Un&#8217;iniziativa patrocinata dalla <a href="https://www.facebook.com/RegioneLazio?__cft__[0]=AZX-wxmvz0I47YyeK69wq0xqqgM9fFM6R_YXHL5HGn5vHBWKwzKDWI-V8-aHrM4-gw4UMYBckuzLgkbHsqkj6UxTiVO3rOCdaDZsqlyJ1lJOp8xTjsjVIzwBqzohMKOncuSF6Vcggk7z5IvsDOKy6M2v&amp;__tn__=-]K-R">Regione Lazio</a> e in collaborazione con la <a href="https://www.facebook.com/csc.cinetecanazionale/?__cft__[0]=AZX-wxmvz0I47YyeK69wq0xqqgM9fFM6R_YXHL5HGn5vHBWKwzKDWI-V8-aHrM4-gw4UMYBckuzLgkbHsqkj6UxTiVO3rOCdaDZsqlyJ1lJOp8xTjsjVIzwBqzohMKOncuSF6Vcggk7z5IvsDOKy6M2v&amp;__tn__=kK-R">CSCcinetecanazionale</a>, che in 14 appuntamenti settimanali a ingresso gratuito ripercorre il rapporto del poeta, scrittore e cineasta con “i film degli altri” (per dirla col titolo di un prezioso volume curato da Tullio Kezich nel 1996 e dedicato al Pasolini critico cinematografico) .<br><br>Un’occasione per scoprire alcuni degli autori più apprezzati da Pasolini: i maestri che contribuirono alla sua formazione (su tutti Chaplin, Mizoguchi e Dreyer), i “compagni di strada” – più o meno coetanei – della stessa generazione (Antonioni, Bergman, Cavani, Naldini), e i nomi più giovani, adottati e protetti (Ponzi, Bertolucci). Da Rossellini a Paul Vecchiali a Bresson, una breve storia del cinema che si muove tra “canone” ed eresia, raccontando molto di un’epoca e altrettanto (se non di più) di Pasolini, uomo spettatore e critico militante, spesso in anticipo su tempi e gusti, talvolta accusato di “familismo”, non di rado in odore di adolescenziale disinvoltura deontologica (parola di Kezich, qualche decennio dopo si sarebbe detto “conflitto d’interessi”).<br><br> Molti altri titoli, nomi, accostamenti, sarebbero stati possibili, compulsando gli scritti, corsari e non: alcune stroncature che oggi possono sembrare blasfeme (ma in programma ci sono almeno Intrigo internazionale di un Hitchcock “un po’ imbolsito”, e A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, “approssimativo e deprimente”), tante rinunce dolorose (due su tutte: Marco Ferreri, che per PPP sarà anche attore in Porcile, e l’invisibile La coppia, unico lungometraggio di Enzo Siciliano, difeso contro tutto e tutti alla sua uscita).Resta, speriamo, uno sguardo obliquo, capace di guidarci in una passione – quella di Pasolini per il cinema – che a cento anni dalla sua nascita è ancora, anche, la nostra.L’iniziativa è accompagnata, oltre che dalle proiezioni, da incontri speciali: sabato 5 marzo, nell’anniversario della nascita di Pasolini, Liliana Cavani presenterà Milarepa; Paul Vecchiali sarà in collegamento da Parigi per parlare di Femmes Femmes sabato 2 Aprile; Maurizio Ponzi sarà presente il 14.05 per accompagnare I visionari, vincitore del Pardo d’Oro del ’68.<br><br>Calendario Pasolini Spettatore con citazioni di Pasolini.<br>Tutto il programma qui:<br><a href="https://www.facebook.com/search/top?q=pasolini%20spettatore">FB/top?q=pasolini%20spettatore</a><br></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pasolini e le periferie oggi</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/pasolini-e-le-periferie-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[periferie]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/pasolini-e-le-periferie-oggi/</guid>

					<description><![CDATA[Il legame tra Pier Paolo Pasolini e le periferie romane è stato al centro dell’incontro che si è svolto il 18 dicembre 2021 alla Biblioteca Aldo Fabrizi con Ascanio Celestini, scrittore, autore teatrale e attore, e Francesca Mazzoleni, regista di “Punta sacra”, candidato al David di Donatello 2021 come miglior docufilm.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="300" height="300" src="https://www.youtube.com/embed/nHQfAWK6YOE" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>Il legame tra Pier Paolo Pasolini e le periferie romane è stato al centro dell’incontro che si è svolto il 18 dicembre 2021 alla Biblioteca Aldo Fabrizi con Ascanio Celestini, scrittore, autore teatrale e attore, e Francesca Mazzoleni, regista di “Punta sacra”, candidato al David di Donatello 2021 come miglior docufilm.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pasolini e il viaggio nelle periferie</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/pasolini-e-il-viaggio-nelle-periferie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2021 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/pasolini-e-il-viaggio-nelle-periferie/</guid>

					<description><![CDATA[La rubrica di Sandro Marano è dedicata allo sguardo sullo borgate del poeta friulano. «Dove vai per le strade di Roma&#160; sui filobus o i tram in cui la gente&#160; ritorna? In fretta, ossesso, come&#160; ti aspettasse il lavoro paziente da cui a quest’ora gli altri rincasano?&#160; È il primo dopocena, quando il vento sa&#160; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La rubrica di Sandro Marano è dedicata allo sguardo sullo borgate del poeta friulano.<br><br></p>



<p><em>«Dove vai per le strade di Roma&nbsp;</em></p>



<p><em>sui filobus o i tram in cui la gente&nbsp;</em></p>



<p><em>ritorna? In fretta, ossesso, come&nbsp;</em></p>



<p><em>ti aspettasse il lavoro paziente</em></p>



<p><em>da cui a quest’ora gli altri rincasano?&nbsp;</em></p>



<p><em>È il primo dopocena, quando il vento sa&nbsp;</em></p>



<p><em>di calde miserie familiari&nbsp;</em></p>



<p><em>perse nelle mille cucine, nelle&nbsp;</em></p>



<p><em>lunghe strade illuminate,&nbsp;</em></p>



<p><em>su cui più chiare spiano le stelle.&nbsp;</em></p>



<p><em>Nel quartiere borghese, c’è la pace&nbsp;</em></p>



<p><em>di cui ognuno dentro si contenta&nbsp;</em></p>



<p><em>anche vilmente, e di cui vorrebbe&nbsp;</em></p>



<p><em>piena ogni sera della sua esistenza.»&nbsp;</em></p>



<p>Inizia così&nbsp;<em>Serata romana</em>&nbsp;di Pier Paolo Pasolini la più riuscita, con i suoi cinquantacinque versi sciolti e irregolari, delle liriche della raccolta&nbsp;<em>La religione del mio tempo,</em>&nbsp;pubblicata nel 1961. Il poeta comincia col rappresentare se stesso, mentre va in direzione opposta a quella della gente comune che rincasa.&nbsp;</p>



<p><em>Una discesa agli inferi</em></p>



<p>La sua passeggiata nelle borgate romane è in verità una discesa agli inferi, nei bassifondi sociali, tra prostitute e vecchi ubriachi, dove «il fetore si mescola all’ebbrezza / della vita che non è vita», nel tentativo, che si rivela illusorio, di cogliere una natura umana intatta, astorica, genuina, identificata nel sottoproletariato e nelle sue «impure tracce umane», e nei suoi «bassi diletti innocenti».&nbsp;</p>



<p>Nella lirica emerge in modo dolente il dato autobiografico: «Ah, essere diverso – in un mondo che pure / è in colpa – significa non essere innocente… / Va, scendi, lungo le svolte oscure / del viale che porta a Trastevere: / ecco, ferma e sconvolta, come / dissepolta da un fango di altri evi / – a farsi godere da chi può strappare / un giorno ancora alla morte e al dolore – / hai ai tuoi piedi tutta Roma…».&nbsp;</p>



<p>Ma il poeta riesce pure a cogliere, poco più oltre, nel contrasto palese tra i «caldi platani» su cui «la notte teneramente fiata» e i «plumbei, piatti» attici dei «caseggiati giallastri» la spia di un degrado, l’attestazione di quella “mutazione antropologica” che egli illustrerà incisivamente e magistralmente nei suoi&nbsp;<em>Scritti corsari</em>&nbsp;del 1975.</p>



<p>Di fronte al degrado delle periferie, cagionato da uno sviluppo scambiato per progresso, la poesia certamente non può far finta di nulla. Ed allora non può che farsi impegno civile e confessione.&nbsp;</p>



<p>Il titolo della raccolta,&nbsp;<em>La religione del mio tempo,</em>&nbsp;suona ironico: non dovrebbero le verità, che le religioni proclamano, non bagnarsi alle sorgenti del tempo?&nbsp;</p>



<p>Pasolini spiegava così la genesi della sua raccolta in un articolo apparso su&nbsp;<em>Vie Nuove</em>: «la sirena neo-capitalistica da una parte, la desistenza rivoluzionaria dall’altra: e il vuoto, il terribile vuoto esistenziale che ne consegue. Quando l’azione politica si attenua o si fa incerta, allora si prova o la voglia dell’evasione, del sogno o una insorgenza moralistica».</p>



<p>Il poeta riesce a cogliere nei suoi versi, in pieno boom economico, i prodromi di quella crisi esistenziale e sociale che sarebbe esplosa di lì a poco, sul finire degli anni ’60 del Novecento. La poesia di Pasolini anticipa potentemente l’inquietudine, l’avvilimento e il senso irrimediabile di disfatta dell’uomo di fine Novecento.<br>Da: <a href="https://www.barbadillo.it/99347-la-forza-della-poesia-la-religione-del-mio-tempo-pasolini-e-il-viaggio-nelle-periferie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.barbadillo.it/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caravaggio e Pasolini: vite parallele e affinità elettive</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/caravaggio-e-pasolini-vite-parallele-e-affinita-elettive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.periferiacapitale.org/caravaggio-e-pasolini-vite-parallele-e-affinita-elettive/</guid>

					<description><![CDATA[“Al pari dei pittori del Rinascimento, i manieristi, o il grande Caravaggio, che dai paesi della Bassa padana vennero a Roma per apprendervi segreti di stile e segreti di vita, il suono stordente della realtà, Pasolini, a Roma, apprese un nuovo amore e fu da esso stordito e vinto” (E. Siciliano,&#160;Vita di Pasolini, Milano 2005, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“Al pari dei pittori del Rinascimento, i manieristi, o il grande Caravaggio, che dai paesi della Bassa padana vennero a Roma per apprendervi segreti di stile e segreti di vita, il suono stordente della realtà, Pasolini, a Roma, apprese un nuovo amore e fu da esso stordito e vinto” (E. Siciliano,&nbsp;<strong><em>Vita di Pasolini</em></strong>, Milano 2005, p. 179).</p>



<p>Che dalle pagine (poesie, racconti, romanzi, sceneggiature cinematografiche) di Pier Paolo Pasolini e, in misura maggiore, dalle immagini e dalle sequenze dei suoi primi film dedicati a Roma e alla sua periferia (<em>Accattone</em>,&nbsp;<em>Mamma Roma</em>,&nbsp;<em>La ricotta</em>), emerga con forza una drammatica impronta “pittorica” e, in particolare, un amore esplicito e incondizionato nei confronti dello stile di Caravaggio, non credo possa essere messo in dubbio da nessun attento osservatore e conoscitore delle opere&nbsp; di questi due artisti “maledetti”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><a href="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Pasolini_1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Pasolini_1.jpg" alt="" class="wp-image-222314"/></a></figure></div>



<p>Due artisti legati da “affinità elettive”, così come da analoghe, drammatiche e tormentate esperienze di vita.</p>



<p>Fu Cesare Garboli, noto critico della letteratura e dell’arte italiana, nel 1970, in un articolo (<em>Ricordo di Longhi</em>) pubblicato sulla rivista&nbsp;<em>Nuovi Argomenti</em>&nbsp;e dedicato allo scomparso &nbsp;-proprio nel 1970 – Roberto Longhi, a mettere in parallelo tutta l’esperienza “eversiva” del Pasolini “romano” con quella di Caravaggio. Due vicende, umane e artistiche, lontane cronologicamente, ma quanto mai prossime nello spazio costituito dalle sacche sociali di marginalità presenti nella grande e sacra città dove ambedue, dopo il loro non volontario allontanamento dai paesi di provenienza (sul pittore – giunto a Roma nel 1592 – pendeva un’accusa di omicidio, sul poeta – immigrato alla fine del 1949 – una sorta di messa a bando sociale per un “fattaccio” legato alla sua omosessualità ed era stato appena espulso dal PCI per “indegnità morale”), trascorsero i primi anni romani da poveri sconosciuti alla ricerca di un lavoro qualsiasi, costretti in miserabili alloggi di fortuna, impegnati in una quotidiana guerra contro la fame. Sebbene la novecentesca periferia del poeta (i nuovi quartieri esterni alle mura aureliane: Ponte Mammolo, Pietralata, Pigneto, Borgata Gordiani, Torpignattara, ecc.) non coincidesse affatto con quella seicentesca del pittore (Campo Marzio e, in maniera particolare, l’Ortaccio), sono invece molto simili i tipi umani e le categorie sociali con i quali essi, neo-immigrati provenienti dal profondo nord, entrarono immediatamente in relazione: giovani disoccupati, ladruncoli dediti al furto e all’occorrenza alla prostituzione minorile; emarginati che diventarono subito intermediari fra loro e la città, e immediatamente dopo “oggetti” da ritrarre (per il pittore) o da raccontare (per il poeta-narratore e poi regista); individui che, sebbene già segnati da tristi esperienze di vita, erano comunque mossi da quella “disperata vitalità” e sensualità affiorante con violenza tanto nei dipinti del Caravaggio, quanto nelle poesie e nelle storie narrate dal Pasolini scrittore e autore cinematografico.</p>



<p>Ma che l’amore del profugo di Casarsa per il pittore milanese e la sua arte risalisse a qualche anno prima del forzato trasferimento del primo nella Capitale d’Italia, lo testimonia, secondo il Garboli, la richiesta – rivolta dal giovane studente friulano, all’incirca nell’anno accademico 1942/43 dell’Università di Bologna, all’illustre professore di storia dell’arte Roberto Longhi – di poter sostenere l’esame di laurea con una tesi sul barocco e sull’influenza su di esso esercitata dalla pittura caravaggesca. Il progetto della tesi, causa l’invasione nazista successiva all’armistizio dell’8 settembre 1943, non andò più in porto e Pasolini, nel 1945, dopo la fine della guerra, dovette accontentarsi, suo malgrado, di una tesi sui poemetti giovanili del Pascoli, relatore il prof. Carlo Calcaterra, titolare di Storia della letteratura italiana; quel professore che, secondo Pasolini, faceva studiare “in maniera pedissequa” i classici, dal Tasso all’Alfieri: “<em>Cosa può importare a me, che idolatro Cézanne, che sento forte Ungaretti, che coltivo Freud, di quelle migliaia di versi ingialliti di un Tasso minore</em>?” (da una lettera di Pasolini, del 1940, al suo amico Franco Farolfi).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Accattone.jpg"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Accattone.jpg" alt="" class="wp-image-222315"/></a></figure></div>



<p>In ogni caso furono le lezioni di Longhi a far conoscere Caravaggio al giovanissimo poeta di Casarsa; egli se ne ricorderà, e lo rammenterà esplicitamente, in versi sparsi in varie raccolte poetiche, pubblicate tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Ne voglio ricordare, di questi espliciti cenni, almeno due. Il primo risalente al 1962 (da&nbsp;<em>Poesie mondane</em>, poi confluite in&nbsp;<em>Poesia in forma di rosa</em>): nel descrivere i componenti (quasi tutti presi dalla strada) della troupe di&nbsp;<em>La Ricotta</em>, il poeta così si esprime (quasi fosse un pittore alle prese con un affresco) “<em>Chi si appoggia ad un muro, moro/ com’è, come si deve; chi ride/ a gambe larghe su una soglia,/ e ride perché nell’ironia/ pare più vinta ogni illecita voglia;/ chi tace, seduto sopra una cassetta,/ perché anche chi tace ha/ la sua pena che lo fa soddisfatto;/ chi è contento di una giovane/ faccia crudele, chi di un’altrettanto/ crudele faccia di vecchio coatto;/ chi allude ad amicizie sicure,/ purché di un solo grado più alte;/ chi con piglio spagnolesco/ – un Caravaggio – si gonfia del lavoro,/ e chi, lazzarone – un Gemito -/ dell’ozio …</em>”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><a href="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Caravaggio_Bacchino.jpg"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Caravaggio_Bacchino.jpg" alt="" class="wp-image-222316"/></a></figure></div>



<p>Sembra di rivedere, in queste figure così rapidamente e cromaticamente tratteggiate con elementari pennellate, i personaggi (“le facce crudeli”) giovani e anziani che popolano certe tele del Merisi (<em>Ragazzo con canestra di frutta</em>,&nbsp;<em>i Bari</em>,&nbsp;<em>Bacchino malato</em>,&nbsp;<em>La vocazione di San Matteo</em>). Il secondo è tratto dalla&nbsp;<em>Nuova poesia in forma di rosa</em>, là dove il poeta descrive un sogno nel quale, accanto ai ragazzi di vita della borgata del Trullo, impegnati in una strana partitella di calcio in un cortile, appaiono o come giocatori o come spettatori, amici e sodali dell’autore e personaggi della cultura italiana del ‘900: “<em>Accanto ad un dorato immondezzaio c’è Ungaretti, che ride./ E i giovani, che, ai giovani del Trullo, son fratelli,/ Siciliano, Dacia, Garboli, Bertolucci figlio; e, come Sordello,/ disapprovante e innamorato, Citati. E chi è là,/ su quella terra con un barattolo rosa e un torsolo giallo?/ Baldini e Natalia. E dentro un cortile tagliato/ dalla luce come in un caravaggesco senza neri, Longhi,/ la Banti, con Gadda e Bassani</em>”. In un cerchio solo e ben disegnato, Pasolini racchiude i ragazzi di borgata e dei cortili caravaggeschi, lo stesso Caravaggio del quale si sente anacronistico fratello, il maestro Longhi, trait-d’-union tra lui e il suo sventurato lontanissimo compagno.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Ettore_Mamma_Roma.jpg"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Ettore_Mamma_Roma.jpg" alt="" class="wp-image-222317"/></a></figure></div>



<p>E così, accanto alle sperimentate affinità elettive che legano, anche a distanza di secoli, i due artisti, tra i giocatori di carte e i frequentatori di bettole (sfaccendati, lenoni, soldatacci di ventura) della Roma del ‘600 e i Riccetti, gli Accattoni, i Tommasini Puzzilli, gli Ettori (figlio degenere e ladruncolo di <em>Mamma Roma</em>-Anna Magnani), gli Stracci (il povero “<em>morto de fame</em>” de <em>La Ricotta</em>) degli anni cinquanta – sessanta del ‘900, vi è una stretta parentela, una corrispondenza di amorosi sensi, un’irresistibile forza attrattiva.<br><br>Articolo completo su: <a href="https://abitarearoma.it/caravaggio-e-pasolini-vite-parallele-e-affinita-elettive/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://abitarearoma.it/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
