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	<title>libri Archivi - Periferiacapitale</title>
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	<title>libri Archivi - Periferiacapitale</title>
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		<title>Amarsi da vivere &#8211; presentazione del volume &#8220;La Corda&#8221; di Caroline Freddi</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/amarsi-da-vivere-presentazione-de-la-corda-di-caroline-freddi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 11:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Amarsi da vivere]]></category>
		<category><![CDATA[Caroline Freddi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[La corda]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa prova chi è sopravvissuto al suicidio di una persona amata? Come aiutarlo ad uscire da un dolore nero e profondo? A questo tema, che interessa migliaia di persone, è dedicato l’incontro dal titolo: Amarsi da vivere lunedì 1 Dicembre 2025 alle ore 18:00 Presso The Hubs Zest di Via Marsala, 29 H &#8211; Roma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Cosa prova chi è sopravvissuto al suicidio di una persona amata? Come aiutarlo ad uscire da un dolore nero e profondo?</strong> A questo tema, che interessa migliaia di persone, è dedicato l’incontro dal titolo:<br />
<strong>Amarsi da vivere</strong><br />
lunedì 1 Dicembre 2025 alle ore 18:00<br />
Presso The Hubs Zest di Via Marsala, 29 H &#8211; Roma</h4>
<p>
L’occasione dell’incontro è la <strong>presentazione del volume di Caroline Freddi, La Corda</strong>. Caroline è lei stessa una sopravvissuta che, con grande coraggio e generosità, ha deciso di condividere la sua esperienza per testimoniare un messaggio di speranza.</p>
<p><em>«Sono una sopravvissuta – dice Caroline Freddi &#8211; ho perso mio marito nel 2009. Da quel giorno il percorso che ho fatto è stato lungo e doloroso. Grazie a un’ottima neuropsichiatra, alla mia famiglia, agli amici e alla matita, fedele compagna, seppur con fatica sono riuscita a chiedere aiuto. Ho deciso di raccontare i momenti terribili e faticosi, che ho vissuto e disegnato, sotto forma di diario illustrato: La Corda».</em></p>
<p>La presentazione del libro è anche l’occasione per lanciare un appello a tutta la società affinché si presti più attenzione alla malattia mentale, per intercettare i segnali di profondo disagio troppo spesso ignora; e riuscire ad offrire supporto a chi è malato e ai suoi familiari.</p>
<p>In un dibattito aperto al pubblico, oltre a Freddi, si alterneranno vari esperti, moderati dalla scrittrice <strong>Flaminia Marinaro</strong>.<br />
Tra questi: <strong>Niccolò Agliardi</strong> (cantautore, scrittore e autore del podcast di grande successo A domani- la scomparsa di Giacomo); <strong>Antonella Azzoni</strong> (neuropsichiatra dell’Ospedale Santo Spirito); <strong>Valerio Colangeli</strong> (psicoterapeuta membro dell’AIPA e IAAP); <strong>Daniele di Gennaro </strong>(minimum fax); <strong>Evelina Nazzari</strong> (attrice e scrittrice, madre di un ragazzo morto suicida); <strong>Guido Valentini</strong> (direttore della cooperativa Salviamo la Mente); <strong>Carolina Zaccarini</strong> (attrice che leggerà una poesia di Ginevra Sanfelice Lilli).</p>
<p>
<span style="text-decoration: underline;">Caroline Freddi</span> è nata a nel 1966 a Roma. Si è formata come illustratrice e decoratrice studiando a Ginevra, decoratrice di interni assistente scenografa per teatro e video arte (Parigi Ginevra Bruxelles). Ha lavorato come designer per suo marito, gioielliere e viaggiato molto in estremo oriente per lavoro in modo particolare a Hong Kong. Nel 2009 perde il marito, e padre di sua figlia, morto suicida. Dalla Svizzera, dove vivevano insieme, decide di tornare a Roma dove segue un lungo e faticoso processo di risalita dal baratro, dal dolore. Un percorso che racconta per immagini nel volume La Corda.</p>
<p>
Per accreditarsi all’evento mandare una email a: info@amarsidavivere.it</p>
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		<title>La scrittrice Maria Grazia Calandrone è tra i cinque finalisti del Premio Strega</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/la-scrittrice-maria-grazia-calandrone-e-tra-i-cinque-finalisti-del-premio-strega/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2023 14:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Calandrone]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 26 febbraio scorso, Periferiacapitale ha sostenuto il Cinema Apollo 11 per una serata di letture dedicate a Roma. Roma in passato l&#8217;hanno raccontata, descritta, onorata, offesa, blandita, calunniata scrittori e poeti di ogni epoca. Da Leopardi a Gadda, da Wolf a Belli, da Freud a Gogol, Pasolini, Brancati, Cassola, Cavalli… In occasione dell&#8217;evento del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 febbraio scorso, Periferiacapitale ha sostenuto il Cinema Apollo 11 per una serata di letture dedicate a Roma. Roma in passato l&#8217;hanno raccontata, descritta, onorata, offesa, blandita, calunniata scrittori e poeti di ogni epoca. Da Leopardi a Gadda, da Wolf a Belli, da Freud a Gogol, Pasolini, Brancati, Cassola, Cavalli…<br />
In occasione dell&#8217;evento del cinema Apollo 11 abbiamo avuto il piacere di conoscere e ascoltare Maria Grazia Calandrone.<br />
E&#8217; da pochi  giorni che la scrittrice è stata inserita nella cinquina di finalisti del Premio Strega 2023. Non possiamo che suggerire la lettura della sua ultima opera in concorso.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Qui una breve sinossi del libro <em>“Dove non mi hai portata”</em>:<br />
<em>1965. Un uomo e una donna, dopo aver abbandonato nel parco di Villa Borghese la figlia di otto mesi, compiono un gesto estremo. 2021. Quella bambina abbandonata era Maria Grazia Calandrone. Decisa a scoprire la verità, torna nei luoghi in cui sua madre ha vissuto, sofferto, lavorato e amato. E indagando sul passato illumina di una luce nuova la sua vita. “Dove non mi hai portata” è un libro intimo eppure pubblico, profondamente emozionante e insieme lucidissimo. Attraversando lo specchio del tempo, racconta una scheggia di storia d’Italia e le vite interrotte delle donne. Ma è anche un’indagine sentimentale che non lascia scampo a nessuno, neppure a chi legge. Quando Lucia e Giuseppe arrivano a Roma è l’estate del 1965. Hanno con sé la figlia di otto mesi, sono innamorati, ma non riescono a liberarsi dall’inquietudine che prova chi è braccato. Perché Lucia è fuggita da un marito violento che era stata costretta a sposare e che la umiliava ogni giorno, e ha tentato di costruirsi una nuova vita proprio insieme a Giuseppe. Per la legge dell’epoca, però, la donna si è macchiata di gravi reati: relazione adulterina e abbandono del tetto coniugale. Prima di scivolare nelle acque del Tevere in circostanze misteriose, la coppia lascia la bambina su un prato di Villa Borghese, confidando nel fatto che qualcuno si prenderà cura di lei. Più di cinquant’anni dopo quella bambina, a sua volta diventata madre, si mette in viaggio per ricostruire quello che è davvero successo ai suoi genitori. Come una detective, Maria Grazia Calandrone ricostruisce la sequenza dei movimenti di Lucia e Giuseppe, enumera gli oggetti abbandonati dietro di loro, s’informa sul tempo che impiega un corpo per morire in acqua e sul funzionamento delle poste nel 1965, per capire quando e dove i suoi genitori abbiano spedito la lettera a «l’Unità» in cui spiegavano con poche parole il loro gesto. Dopo “Splendi come vita”, in cui l’autrice affrontava il difficile rapporto con la madre adottiva, “Dove non mi hai portata” esplora un nodo se possibile ancora più intimo e complesso. Indagando la storia dei genitori grazie agli articoli di cronaca dell’epoca, Calandrone fa emergere il ritratto di un’Italia stanca di guerra ma non di regole coercitive. Un Paese che ha spinto una donna forte e vitale a sentirsi smarrita e senza vie di fuga. Fino a pagare con la vita la sua scelta d’amore.</p>
<p><a href="https://www.mariagraziacalandrone.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mariagraziacalandrone.it/</a><br />
</em></p>
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		<item>
		<title>Il lavoro sociale come leva per lo sviluppo</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/il-lavoro-sociale-come-leva-per-lo-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Libro: Rammendare. Il lavoro sociale ed educativo come leva per lo sviluppo (di Patrizia Luongo, Andrea Morniroli, Marco Rossi-Doria).&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-Il lavoro sociale ed educativo deve cambiare, imboccare una strada nuova. Quella indicata dagli esempi di cittadinanza attiva delle piccole realtà e associazioni: micro-modelli – di cui gli autori di questo libro hanno avuto esperienza diretta – [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Libro: Rammendare. Il lavoro sociale ed educativo come leva per lo sviluppo </em></strong><em>(</em>di Patrizia Luongo, Andrea Morniroli, Marco Rossi-Doria).<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br>Il lavoro sociale ed educativo deve cambiare, imboccare una strada nuova. Quella indicata dagli esempi di cittadinanza attiva delle piccole realtà e associazioni: micro-modelli – di cui gli autori di questo libro hanno avuto esperienza diretta – in cui ad essere vincente è una concezione del fare sociale non assistenzialista ma fondata sul coinvolgimento di tutti.</p>



<p>La vera crescita è possibile solo attraverso un’opera di rammendo: non solo occuparsi della cura e dell’assistenza degli esclusi e dei fragili ma allargare lo sguardo alla comunità intera, potenziando le capacità di ciascuno, chiamando tutti a un’opera di sutura delle fratture prodotte dalle disuguaglianze.</p>



<p>Come i fili che nelle Città invisibili di Calvino collegavano ogni casa di Ersilia, così gli autori tracciano con la penna un unico lungo filo che connette ogni porta o sportello sociale, dai singoli abitanti ai vertici istituzionali.</p>



<p>Questo testo è un forte appello al mondo del lavoro sociale perché ripensi sé stesso e il proprio modo di operare e di raccontarsi all’esterno, ma è anche un appello al decisore politico perché riconosca a chi lavora con i marginali e i deboli un ruolo attivo nell’orientare l’allocazione delle risorse in arrivo con il Pnrr. Senza il sostegno di politiche che riconoscano l’importanza del lavoro sociale, nessun cambiamento è possibile.<br><br></p>



<ul><li>Editore:&nbsp;<a href="https://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Donzelli-donzelli.htm">Donzelli</a>.</li><li>Collana:&nbsp;<a href="https://www.libreriauniversitaria.it/libri-collana_rosso+e+nero-editore_donzelli.htm">Rosso e nero</a></li><li>Data di Pubblicazione:&nbsp;marzo 2022.</li><li>EAN:&nbsp;9788855223294.</li><li>ISBN:&nbsp;8855223291.</li><li>Pagine:&nbsp;160.</li><li>Formato:&nbsp;brossura.</li></ul>
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		<item>
		<title>“Uguali per Costituzione”. La grande storia di un’utopia</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/uguali-per-costituzione-la-grande-storia-di-unutopia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Presentazione del libro “Uguali per Costituzione” di Ernesto Maria Ruffini. “L’#uguaglianza è il #diritto di ognuno di essere diverso da tutti gli altri e di non essere discriminato per la sua diversità.”Intervengono insieme all’autore,&#160;Giuliano Amato (Presidente della Corte Costituzionale)&#160;e&#160;Marta Cartabia (Ministra della Giustizia). Modera Stefano Folli. Registrazione video del dibattito dal titolo “Presentazione del libro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Presentazione del libro “Uguali per Costituzione” di Ernesto Maria Ruffini. “L’#uguaglianza è il #diritto di ognuno di essere diverso da tutti gli altri e di non essere discriminato per la sua diversità.”<br>Intervengono insieme all’autore,&nbsp;<strong>Giuliano Amato (Presidente della Corte Costituzionale)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Marta Cartabia (Ministra della Giustizia)</strong>. Modera Stefano Folli.</p>


<p><iframe width="300" height="300" src="https://www.youtube.com/embed/PZKsD1xhXXc" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></p>


<p><br>Registrazione video del dibattito dal titolo “Presentazione del libro “Uguali per Costituzione” di Ernesto Maria Ruffini”, registrato a Roma martedì 29 marzo 2022 alle 18:43.<br>Dibattito organizzato da Feltrinelli editore.<br>Sono intervenuti: Stefano Folli (giornalista, editorialista “La Repubblica”), Giuliano Amato (presidente della Corte Costituzionale), Marta Cartabia (ministro della Giustizia), Ernesto Maria Ruffini (direttore dell’Agenzia&nbsp;delle Entrate).<br>La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 1 ora e 11 minuti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Roma fino al mare – “La metropoli continua”</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/roma-fino-al-mare-la-metropoli-continua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Ella Baffoni intervista Roberta Cipollini.La metropoli continua. Storia e vita sociale del quadrante sud di Roma. E’ appena uscita una ponderosa ricerca a cura di Roberta Cipollini, Francesca Romana Lenzi, Francesco Giovanni Truglia (La Sapienza editrice, pag. 485, 40 euro), seguito ideale de La metropoli ineguale. Analisi sociologica del quadrante est di Roma, autori Cipollini e Truglia, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Ella Baffoni intervista Roberta Cipollini.La metropoli continua. Storia e vita sociale del quadrante sud di Roma</em>. <br><br>E’ appena uscita una ponderosa ricerca a cura di Roberta Cipollini, Francesca Romana Lenzi, Francesco Giovanni Truglia (La Sapienza editrice, pag. 485, 40 euro), seguito ideale de <em>La metropoli ineguale. Analisi sociologica del quadrante est di Roma,</em> autori Cipollini e Truglia, del 2015. Seguito ideale, stesso studio accurato, fitto di dati e informazioni, ma con alcune significative diversità.  Ne abbiamo parlato con Roberta Cipollini, già docente di Sociologia alla Sapienza, Università di Roma.</p>



<p><strong>R.R.R. Il titolo del primo volume di questa ricerca era “La metropoli ineguale” e analizzava il quadrante est di Roma. Ora esce il seguito, sul quadrante sud: “La metropoli continua”. Ineguale e continua, un aggettivo non nega l’altro…</strong></p>



<p>R.C. Questo secondo volume si pone in continuità con il primo e, al contempo, si caratterizza per alcune specificità. Un primo elemento di continuità riguarda il ruolo assegnato alle problematiche connesse al mutamento sociale in un contesto urbano anch’esso in mutamento. In  La <em>Metropoli ineguale</em> avevamo analizzato quel territorio, Roma est, da molti punti di vista: socio-demografico, socio-economico- culturale dell’immenso territorio comunale scendendo nel dettaglio delle Zone urbanistiche e cercando di fotografare realisticamente la grande varietà dei territori in esso racchiusi. In tal senso <em>La metropoli ineguale</em> dà conto sia degli squilibri e sia della non omologazione <em>tra</em> e <em>nei</em> diversi territori della città e del quadrante Est.<br>Questo approccio analitico, oltre a mettere in evidenza il carattere <em>non-monolitico</em> di Roma, ha consentito di ampliare  il raggio delle analisi sull’evoluzione stessa del significato di “città” che sembra si sia assestata, almeno momentaneamente, su diverse dimensioni cognitive, quali <em>centro-periferia</em>, <em>compattezza-diffusione</em>, <em>densità-liquidità</em>, ecc., che sono non solo le chiavi interpretative alle quali si è fatto riferimento, ma anche le ipotesi sottoposte a verifica empirica nel due contesti di ricerca.<br>Pur densissima di evidenze empiriche che hanno fornito una preziosa rappresentazione dell’eterogeneità dei mondi sociali e delle ineguaglianze socio-culturali e economiche che le caratterizzano, la prima esperienza di ricerca sul Quadrante Est ha fatto emergere la necessità di trovare una chiave di lettura aggiuntiva dei territori urbani: la storia e l’analisi della loro vita sociale.<br>In  <em>La metropoli continua, </em>ancora in un’ottica comparativa tra il Quadrante sud e i restanti settori della città, si è scelta la nuova chiave di lettura del mutamento urbano: a partire dalla storia e memorie dei territori l’analisi empirica si è concentrata sulla vita sociale che caratterizza i diversi contesti urbani (dinamiche residenziali, mobilità, configurazione dei luoghi della socialità, localizzazione delle comunità straniere, associazionismo e alcune dimensioni dell’in-sicurezza urbana (domestica, incidentalità stradale e in itinere). Questo approccio ha richiesto il reperimento di una grande varietà di dati tratti da Miur, Ufficio di Statistica e Open Data di Roma Capitale, Csv, Inail, oltre che Istat Censimento 2011 e altre fonti).<br>La scelta di focalizzare l’analisi sul quadrante sud è sta determinata da un dato di contiguità e di relazione funzionale tra due settori urbani (quadrante Est e quadrante Sud), già delineata nel primo contesto di ricerca, che avrebbe potuto emergere in modo più chiaro attraverso l’analisi  della vita sociale e del suo mutamento. Nel primo volume abbiamo puntato l’attenzione sugli squilibri, le disuguaglianze e anche la ricchezza delle diversità. Nel secondo abbiamo sottolineato la persistenza del concetto di città, come trama di relazioni e funzioni sociali, nonostante il mutamento sociale apportato dalla grande trasformazione urbana degli ultimi 30 anni. Ma i due libri sono uno la continuazione dell’altro e ne condividono lo spirito di ricerca.<br>Continua su: <a href="https://www.ricercaroma.it/la-metropoli-continua/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ricercaroma.it/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Luca Attanasio. Storia di un ambasciatore di pace</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/luca-attanasio-storia-di-un-ambasciatore-di-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio X]]></category>
		<category><![CDATA[Ostia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Luca Attanasio. Storia di un ambasciatore di pace (di Fabio Marchese) RagonaPiemme, 2022Il 22 febbraio 2021, in un attacco armato al convoglio del Programma Alimentare Mondiale dell&#8217;Onu avvenuto a pochi chilometri da Goma, in Congo, moriva Luca Attanasio, insieme all&#8217;autista e al carabiniere che viaggiava con lui. Era arrivato a Kinshasa nel 2017 come capo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Luca Attanasio. Storia di un ambasciatore di pace</em> (di Fabio Marchese) RagonaPiemme, 2022Il 22 febbraio 2021, in un attacco armato al convoglio del Programma Alimentare Mondiale dell&#8217;Onu avvenuto a pochi chilometri da Goma, in Congo, moriva Luca Attanasio, insieme all&#8217;autista e al carabiniere che viaggiava con lui. Era arrivato a Kinshasa nel 2017 come capo missione e dopo due anni era stato nominato ambasciatore. La pioggia di messaggi arrivati da tutto il mondo dopo la notizia dell&#8217;agguato ha fatto scoprire, poco alla volta, la singolarità e la grandezza di un diplomatico che aveva fatto del suo lavoro una missione di pace. Una laurea in economia, una rapida carriera alla Farnesina, Luca Attanasio si era rivelato, prima in Marocco e in Nigeria e poi in Congo, una presenza istituzionale forte e sicura. Ma chiunque entrasse in contatto con lui ne restava colpito per la semplicità e l&#8217;umanità con cui si metteva al servizio di chiunque avesse bisogno: cooperanti, religiosi, volontari italiani che avevano scelto di impegnarsi in Africa. In questo libro Fabio Marchese Ragona ha ricostruito la vita di Luca attraverso le voci di famigliari, amici, colleghi che hanno collaborato con lui nella realizzazione di importanti progetti. I loro racconti seguono i passi del ragazzo che cresce in oratorio ma non ha paura di inseguire grandi sogni, e poi del giovane cattolico che costruisce una famiglia con Zakia, che è musulmana. Permettono, soprattutto, di conoscere il modo moderno, lungimirante e solidale in cui il giovane ambasciatore interpretava il suo ruolo, spogliandosi di giacca e cravatta per visitare e aiutare le comunità più isolate dei paesi nei quali operava. Una storia di eroismo quotidiano che dà speranza a quegli &#8220;ingenui&#8221; che lavorano per cambiare il mondo.<br><br>Recensione da <a href="https://www.facebook.com/santegidioostia/?cft[0]=AZU7XYbJ-kqzc_1pyxG-yW6PhlSc5r7n-aWuV6VuBou_mTm6IZAHc3vE9dbzANDTboPeZ1f3p5ar2pN-HwGH_mX1UEnfi-iHSMhOglOWzaYCdtmK_EdsxIKRQC3lK4ailWA&amp;tn=-UC%2CP-R" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.facebook.com/santegidioostia/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’azione sociale delle Acli di Roma in un libro</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/lazione-sociale-delle-acli-di-roma-in-un-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acli]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Una “banca” della storia delle Acli provinciali Roma, per recuperare il passato e guardare al futuro. È il volume “I Fili della Memoria”, a opera della presidente Lidia Borzì e di Maria Grazia Fasoli (ed. Rubbettino), presentato il 14 febbraio, nella Sala Poletti del Palazzo Lateranense. «La storia della nostra realtà – ha spiegato Borzì, che delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Una “banca” della</strong> storia delle Acli provinciali Roma, per recuperare il passato e guardare al futuro. È il volume “I Fili della Memoria”, a opera della presidente Lidia Borzì e di Maria Grazia Fasoli (ed. Rubbettino), presentato il 14 febbraio, nella Sala Poletti del Palazzo Lateranense. «La storia della nostra realtà – ha spiegato Borzì, che delle Acli di Roma è presidente – ci fa scoprire il filo rosso che unisce l’attualità con il futuro, ma vuole anche essere un omaggio agli uomini e alle donne che hanno contribuito a fare grandi le Acli e il Paese. Ho sentito la necessità – ha raccontato – di riscoprire ciò che è successo proprio quando sono diventata presidente perché non trovando nulla, a causa di un incendio che distrusse l’archivio, ho capito che non si può costruire nulla senza conoscenza». Il libro dunque «non è un’operazione nostalgia ma un ribadire la concretezza della nostra azione sociale accanto ai poveri, nelle periferie, con le famiglie più disagiate e con chi soffre ancora oggi la mancanza di lavoro».</p>



<p><strong>Un impegno, quello</strong> delle Acli, che è «in comunione con la Chiesa di Roma», ha spiegato il cardinale vicario Angelo De Donatis, autore della presentazione del libro. «Il volume è fatto di persone e dimostra come le Acli riescano a incarnare il messaggio tanto caro al Papa, ovvero generare processi e non occupare spazi». L’opera, ha aggiunto, fa proprio «il messaggio giubilare già annunciato dal Santo Padre: essere pellegrini di speranza. Abbiamo bisogno – ha concluso – di rilanciare la speranza e lo si può fare, come fa il libro, tornando alle proprie radici, per poi sporcarsi le mani nella storia attuale».<br>Articolo completo su: <br>https://www.romasette.it/lazione-sociale-delle-acli-di-roma-raccontata-in-un-libro/</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Acari&#8221;: racconti di persone piene di speranze</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/acari-racconti-di-persone-piene-di-speranze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[A Roma, dagli anni ottanta ai giorni nostri, sono ambientate le 13 storie di Acari di Giampaolo G. Rugo. Sono istantanee di vita per lo più irrilevanti, come la vita di tutti, che nasconde tanti non detti, che si racconta mezze verità, che guarda al passato con nostalgia e al presente con disillusione. Sono racconti [&#8230;]]]></description>
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<p>A Roma, dagli anni ottanta ai giorni nostri, sono ambientate le 13 storie di Acari di Giampaolo G. Rugo. Sono istantanee di vita per lo più irrilevanti, come la vita di tutti, che nasconde tanti non detti, che si racconta mezze verità, che guarda al passato con nostalgia e al presente con disillusione. Sono racconti di persone piene di speranze e di aspettative, che si sono perse per strada, cancellate dal destino,  dalla propria fragilità.</p>



<p>Claudia era la più bella della scuola, i ragazzi la seguivano, se la immaginavano: era la reginetta dai grandi occhi, che vedevano solo il luccichio, il successo, una carriera alla tv, e hanno incontrato una strada troppo difficile. Claudia adulta vende aspirapolveri, e non si riconosce in quella donna sovrappeso e sconfitta che lo specchio le restituisce. Gimbo è disabile, assistito dal volontario Mario, col quale ha il suo alfabeto di segni e immagini su un quaderno, quel che basta per affermare la sua dignità, che è libero arbitrio per lui, per tutti. Suo fratello è Franco, un pompiere con poche storie da raccontare, poco eroismo da prima serata ma una foto che gli parla dal passato, dicendogli più verità di quelle che può ascoltare. I tre tenori sono ragazzotti di borgata che giocano a calcio nelle giovanili, ma il talento non si può imitare, e mentre Er Biondo ce la fa, altri devono affrontare il proprio fallimento, perché non siamo tutti campioni e talvolta accettare la propria mediocrità è la vittoria più difficile e più malinconica.</p>



<p>“<strong><em>Ognuno di noi è un mistero, ognuno può nascondersi in un punto dell’anima agli altri sconosciuto, in un luogo immaginario dove nessuno potrà mai trovarlo. Questo pensiero consolatorio diventa, oggi, il suo contrario: come può esserci comunanza, amore, se una parte di noi può sottrarsi all’incontro con l’altro?”</em></strong></p>



<p>I racconti si incastrano tra loro, i protagonisti di uno sono comparse di un altro, ci sono rimandi anche solo abbozzati, e storie che si allacciano a distanza, per dare un punto di vista diverso, o una tessera temporale nuova al puzzle.</p>



<p>Emerge un quadro nostalgico ma rabbiosamente vero, disilluso ma concreto e onesto: Giampaolo G. Rugo racconta quanto sia difficile entrare nella bolla dell’altro, stabilire un codice per comunicare e capirsi, fare anche dei propri rimpianti e dei sogni falliti un filo che crea connessioni e non silenzi, e che non porti a chiedersi&nbsp;<em>“quanti mi verrebbero a cercare?”.</em></p>



<p>&nbsp;L’incomunicabilità è prerogativa dell’essere umano, che rimane un mistero indecifrabile, ognuno con i suoi ricordi a sedimentare e a far male, ognuno con le sue battaglie lasciate a metà, con il risultato di sentirsi irrisolti, ognuno con i suoi sensi di colpa o le assoluzioni non concesse. Ma emerge forte il senso dell’altro, che rimane sempre spettatore, o giudice, la consapevolezza della nostra debolezza, in ognuno, nessuno escluso, e di una felicità che è legata a una complessa semplicità di cui ci si accorge solo dopo. Possiamo solo fare del nostro meglio, magari ridere abbracciati a un amico, per salvarci insieme.</p>



<p>Giampaolo G. Rugo incastra storie e personaggi, e il risultato è uno straziante viluppo di emozioni.</p>



<p>Si possono vivere i 13 racconti in maniera indipendente, ogni vicenda ha la sua personalità e il suo percorso, oppure come frammenti di una storia più complessa, fatta di stratificazioni e di rimandi: e leggendo, ci accorgiamo che questa è la verità nascosta nella nostra esistenza.</p>



<p>Siamo solitudini, ognuno con la propria narrazione, con il proprio inizio e la propria fine, siamo racconti. Possiamo considerarci così, come monadi, indipendenze singole, oppure possiamo leggerci in un quadro più ampio, che accoglie gli altri: accettare i rispettivi misteri, ma trovare legami, rimandi e alfabeti, guardarci, svelarci e incastrarci insieme per raccontare una storia più grande e forte di noi.</p>



<p><strong><em>“È il nuovo giorno che sostituisce il vecchio: il ritmo incessante della vita che si ripete ottuso. Proviamo ad affrontarlo come possiamo, insieme agli altri. E vediamo come va a finire. “</em></strong><br><br><em>Recensione di Francesca C.</em> su <a href="https://www.hoepli.it/libro/acari/9788896176900.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.hoepli.it/libro/acari/9788896176900.html</a></p>
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		<title>Presentazione: In comunità. Malattia mentale e cura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio I]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi 13 gennaio alle 18 alla Biblioteca Europea Roma presentazione &#8220;In comunità. Malattia mentale e cura&#8220;. Insieme all&#8217;autore Giorgio Villa interverranno Elisa Castellucci (Dire.it) e Luigi Manconi. Il volume è disponibile qui: bit.ly/incomunita Descrizione del libro:Nel corso di vent’anni di attività (1997-2017) nella Comunità terapeutica di via Montesanto a Roma, Giorgio Villa riflette sul lavoro [&#8230;]]]></description>
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<p>Oggi 13 gennaio alle 18 alla <a href="https://www.facebook.com/bibliotecaeuropearoma/?__cft__[0]=AZXQxhkHVNF0DYvpkX8_mJTDTAGExvDUcaVPbwamaurwxkCicgjz8kBZqO65iRlcNonhA2_gS9KERpDj9BECcFKMyJRQkAvICfqyFqzRk9FODD3Cy4HT1vu07ZLXNB2DXJK_BUfoKgR4BGjRgp9sxpME&amp;__tn__=kK-R">Biblioteca Europea Roma</a> presentazione &#8220;<a href="https://bit.ly/incomunita?fbclid=IwAR2IxREM2cvKkfQSHr45vAOmEdd53r55nvvUd2gFGS1ktyRibqSwu1ikH58">In comunità. Malattia mentale e cura</a>&#8220;.<br> Insieme all&#8217;autore Giorgio Villa interverranno Elisa Castellucci (<a href="https://www.facebook.com/Direpuntoit/?__cft__[0]=AZXQxhkHVNF0DYvpkX8_mJTDTAGExvDUcaVPbwamaurwxkCicgjz8kBZqO65iRlcNonhA2_gS9KERpDj9BECcFKMyJRQkAvICfqyFqzRk9FODD3Cy4HT1vu07ZLXNB2DXJK_BUfoKgR4BGjRgp9sxpME&amp;__tn__=kK-R">Dire.it</a>) e Luigi Manconi. Il volume è disponibile qui: <a href="https://bit.ly/incomunita?fbclid=IwAR2IxREM2cvKkfQSHr45vAOmEdd53r55nvvUd2gFGS1ktyRibqSwu1ikH58" rel="noreferrer noopener" target="_blank">bit.ly/incomunita</a><br><br><strong>Descrizione del libro:</strong><br>Nel corso di vent’anni di attività (1997-2017) nella Comunità terapeutica di via Montesanto a Roma, Giorgio Villa riflette sul lavoro riabilitativo dei pazienti con disabilità mentale dopo la legge Basaglia e la chiusura dei manicomi che hanno cambiato il nostro paese e il nostro rapporto con la follia. Attraverso il racconto di casi emblematici, VIlla affronta alcune tematiche centrali della diagnosi e cura della malattia mentale e illustra alcune sfide del lavoro dello psichiatra e degli operatori sanitari, quali il trattamento di persone borderline, la morte, l’elaborazione del lutto, la formazione e la dimensione antropologica nel lavoro con i nuclei famigliari.</p>



<p>“Il tenace lavoro in Comunità terapeutica permette di costruire una sorta di neo cultura che costituisce un innesto dal quale si può partire per progettare concretamente (e modestamente) percorsi di vita: per esempio gli oggetti, siano essi solo una fotografia, un soprammobile, sono marcati nel loro significato all’interno di ‘storie che curano’”.</p>



<p>Giorgio Villa è psichiatra e antropologo, vive e lavora a Roma dove ha diretto la Comunità Terapeutica di via Montesanto fino al 2017. Ha partecipato con Romano Mastromattei alla ricerca sul campo sulla condizione estatica nello sciamanismo siberiano e centroasiatico con spedizioni in Nepal e in Macedonia sul sacrificio neo-greco e il culto degli Anastenarides ed ha insegnato dal 1986 al 1989 Antropologia culturale presso l’Università di Urbino. Tra le sue pubblicazioni: <em>Dimagrire con la psichiatria</em> (Exorma 2011) e <em>Psicosi e violenza. Le ambiguità della cura psichiatrica</em> con Gianluigi Di Cesare e Alessandro Grispini (Carocci 1998).<br><br></p>
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		<title>2021: miracolo a Roma. Eredità e futuro&#8230;</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/2021-miracolo-a-roma-eredita-e-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Alfredo Macchiati, che ha contribuito al rapporto “Energie e reti” per Roma Ricerca Roma, ha appena pubblicato “2021: miracolo a Roma. Eredità e futuro possibile della Capitale”, edito da goWare, dove espande alcune considerazioni che aveva già proposto in un seminario del 2019 di EticaEconomia. Articolo di Federico Tomassi Il libro ripercorre con efficace sintesi l’amministrazione comunale da [&#8230;]]]></description>
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<p>Alfredo Macchiati, che ha contribuito al <a href="https://www.ricercaroma.it/energie/">rapporto “Energie e reti”</a> per Roma Ricerca Roma, ha appena pubblicato “<a href="https://www.goware-apps.com/2021-miracolo-a-roma-eredita-e-futuro-possibile-della-capitale-alfredo-macchiati/"><em>2021: miracolo a Roma. Eredità e futuro possibile della Capitale</em></a>”, edito da goWare, dove espande alcune considerazioni che aveva già proposto <a href="https://www.eticaeconomia.it/ee/wp-content/uploads/2019/09/A-proposito-di-roma-_Relazione-Macchiati.pdf">in un seminario del 2019 di EticaEconomia</a>. <br><br>Articolo di Federico Tomassi</p>



<p><br>Il libro ripercorre con efficace sintesi l’amministrazione comunale da quando è Capitale, i suoi problemi economici, sociali e urbanistici, alcune possibili strade per cambiare. Riecheggiano nelle pagine molti dei temi affrontati da Roma Ricerca Roma, fra tutti <a href="https://www.ricercaroma.it/governo/">la difficile governance della città e dell’area metropolitana</a>, <a href="https://www.ricercaroma.it/economia/">lo sviluppo economico debole e fondato sulle rendite</a>, <a href="https://www.ricercaroma.it/energie/">l’inadeguata erogazione dei servizi pubblici</a> (a cominciare ovviamente da trasporti e rifiuti), <a href="https://www.ricercaroma.it/welfare/">le disuguaglianze elevate ma non contrastate da politiche efficaci</a>, <a href="https://www.ricercaroma.it/conoscenza/">il ruolo cruciale del patrimonio e della produzione culturale</a>, <a href="https://www.ricercaroma.it/campagna-romana/">la ricchezza potenziale dell’Agro romano</a>.</p>



<p>Al centro dell’analisi c’è la necessità di attivare e mobilitare un “blocco sociale riformista” capace di cambiare profondamente le politiche pubbliche locali, nella direzione della modernizzazione della città e della ricomposizione delle tante fratture culturali, economiche e sociali. Per fare questo bisogna in primo luogo riconoscere quali sono le debolezze specifiche di Roma, pur in una complessiva debolezza del Paese che si rispecchia nella sua Capitale. Macchiati descrive il ruolo ambivalente della Chiesa, la pervasività della rendita fondiaria che ha spiazzato il rischio d’impresa, la limitatezza di una borghesia più interessata alla politica nazionale che allo sviluppo locale, il peso delle reti criminali che approfittano delle carenze pubbliche e private, e persino una certa “romanità” che si traduce in provincialismo, indifferenza e scarso spirito civico.</p>



<p>Solo in pochi periodi storici, contrassegnati da sindaci con idee forti ma realistiche e in sintonia con le dinamiche nazionali, come Nathan, Argan, Petroselli e Rutelli, l’amministrazione comunale è apparsa capace di operare con efficacia e di coinvolgere le necessarie competenze tecniche e culturali. Più recentemente non si è invece riusciti a coniugare l’aumento della domanda di servizi pubblici da parte dei cittadini – dovuta all’espansione edilizia, alle crescenti disuguaglianze e alla stagnazione dei redditi – con un adeguato sviluppo quantitativo e qualitativo dei servizi stessi, a parte quelli culturali, che però sono concentrati nei quartieri più centrali e utilizzati soprattutto dai ceti medio-alti.</p>



<p>È soprattutto sulle disuguaglianze sociali e territoriali, e sull’inadeguatezza dei servizi pubblici, che Macchiati si sofferma nel libro, proponendo alcuni spunti per ribaltare i problemi attuali. In primo luogo è necessario capire come stanno impattando sui romani le rendite immobiliari che modificano la destinazione d’uso delle abitazioni e inducono a spostarsi in quartieri più lontani e meno serviti ma con costi di acquisto o affitto inferiori, la tendenza all’impoverimento&#8230;<br>Continua su:<br><a href="https://www.ricercaroma.it/alfredo-macchiati-2021-miracolo-a-roma/?fbclid=IwAR1q-cNfzBWkOApwSTALl7hBE16yoedeEXy3NNaw3XjLiAdfpa3J3t_4JX4">romaricercaroma</a></p>
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