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	<title>invisibili Archivi - Periferiacapitale</title>
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		<title>Sant&#8217;Egidio: guida per i poveri e pranzo solidale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[Santegidio]]></category>
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					<description><![CDATA[Da prima della pandemia “i nostri centri distribuzione si sono moltiplicati, sono stati dati 600mila pacchi alimentari in tutta Italia, tre volte in più di prima. Oltre 1 milione di pasti di cui 500mila serviti nelle mense con un numero raddoppiato rispetto ad anni precedenti, 650mila pastisono stati distribuiti nei pasti itineranti”. Sono i dati [&#8230;]]]></description>
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<p>Da prima della pandemia “i nostri centri distribuzione si sono moltiplicati, sono stati dati 600mila pacchi alimentari in tutta Italia, tre volte in più di prima. Oltre 1 milione di pasti di cui 500mila serviti nelle mense con un numero raddoppiato rispetto ad anni precedenti, 650mila pasti<br>sono stati distribuiti nei pasti itineranti”.</p>



<p>Sono i dati sulla solidarietà presentati questa mattina in una conferenza stampa sul tema “La solidarietà è un investimento” dal presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. “Dati – ha osservato – che mostrano che c’è tanta domanda di solidarietà, anche da parte di nuovi italiani, persone che prima erano assistite e ora danno una mano per senso di restituzione”. Altri numeri significativi sono quelli sulle iniziative di co-housing che “hanno consentito a decine di persone o anziani che da soli non ce l’avrebbero fatta, di creare delle miniconvivenze con un sostegno del volontariato e qualche piccolo sussidio”.</p>



<p>“Tutto questo – ha spiegato – avviene in un momento di policrisi, cioè una crisi data da molti fattori: le gravi conseguenze della pandemia, la crisi economica di inflazione e prezzi, a cui si è aggiunta la guerra in Ucraina, con la crisi del gas”. “I più colpiti sono stati le famiglie monoreddito, le<br>donne, le tante persone anziane con pensioni basse e i lavoratori precari. L’Istat ci dice che sono 5 milioni 600 mila le persone sotto la soglia di sussitenza, quasi il 10 per cento della popolazione italiana. Dietro queste cifre ci sono volti, persone, lo voglio ricordare alla politica che dovrebbe avere un rapporto più diretto con i cittadini, la politica non può farsi solo nei dibattiti tv e social. In questo senso, il volontariato è un investimento, non parla sulla realtà, non è ideologico, è una visione vera dei problemi e sa indicare delle soluzioni”.</p>



<p>Impagliazzo ha presentato quindi anche la 33/esima “Guida Michelin dei poveri”, una specie di Bibbia ormai per quanti cercano informazioni su “Dove dormire, mangiare, lavarsi”: 280 pagine con tanti indirizzi utili per i più poveri e in difficoltà. Altra iniziativa quella del Pranzo di Natale che segna un significativo traguardo: quest’anno si tratterà del quarantesimo.</p>



<p>“Il Pranzo di Natale – spiega Impagliazzo – nasce da motivazioni profonde non solo sociali ma soprattutto spirituali che ci hanno spinto a coinvolgere oltre 250mila persone nel mondo, il che segnala il fatto che questa intuizione era giusta. Le persone che non possono celebrare il Natale, chi non ha una famiglia, chi è per strada, chi è solo, chi è anziano, come gioire in questa festa? Questa la domanda che ci facemmo 40 anni fa e dal 1982 non abbiamo mai interrotto questo appuntamento, anche durante la pandemia abbiamo organizzato la distribuzione di cibo<br>e regali”.</p>



<p>“Quest’anno al pranzo di Natale si aggiungeranno tante donne e tanti bambini ucraini – ha fatto sapere – la solidarietà verso di loro non deve finire”. Il numero per un Sms solidale per partecipare alla campagna “A Natale, aggiungi un posto a tavola”, è 45586.<br><br>Articolo da:<br><a href="http://romasociale.com/il-natale-solidale-di-santegidio-la-guida-per-i-poveri-e-il-40-pranzo-di-solidarieta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://romasociale.com/i</a></p>
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		<title>Roma Insieme, le nuove povertà. Indagine VIII Municipio</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/roma-insieme-le-nuove-poverta-indagine-viii-municipio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Garbatella]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio VIII]]></category>
		<category><![CDATA[Navigatori]]></category>
		<category><![CDATA[Tor Marancia]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[municipioVIII]]></category>
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					<description><![CDATA[Le nuove povertà determinate dalla Pandemia Covid-19 in VIII Municipio Un progetto sperimentale sostenuto dalla Fondazione Charlemagne e VIII Municipio di Roma Capitale. Ideato e realizzato da StandUp, con il supporto tecnologico di gisAction e la consulenza di Osservatorio CasaRoma, è nato con l’intento di condurre delle analisi territoriali in grado di restituire ciò che [&#8230;]]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le nuove povertà determinate dalla Pandemia Covid-19 in VIII Municipio</strong></h3>


<p>Un progetto sperimentale sostenuto dalla Fondazione Charlemagne e VIII Municipio di Roma Capitale. Ideato e realizzato da StandUp, con il supporto tecnologico di gisAction e la consulenza di Osservatorio CasaRoma, è nato con l’intento di condurre delle analisi territoriali in grado di restituire ciò che è avvenuto nelle nostre città e soprattutto nei nostri quartieri durante la Pandemia.</p>
<p>Progetto finanziato da:<a href="https://www.fondazionecharlemagne.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>


<figure class="wp-block-image is-resized"><a href="https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-viii.page" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/municipio.png" alt="" width="188" height="83"/></a></figure>



<p><a href="https://gisaction.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/periferiacap.png" alt="" width="311" height="62"/></figure>



<p><a href="https://gisaction.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>


<p>Per un anno, dall’ultimo semestre del 2021 fino al primo del 2022, sono state accolte 1300 famiglie dalla rete di volontariato operante nell’VIII Municipio. A circa la metà di questi nuclei – 596 famiglie – è stato possibile sottoporre un questionario, anonimo e volontario, per far emergere le loro criticità socio-economiche.</p>


<p><strong><a href="https://romainsieme.gisaction.it/portal/apps/storymaps/stories/c9030fbdcd0544528335246884b69e8e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi la StoryMaps per i dettagli del progetto</a><br><br><a href="https://romainsieme.gisaction.it/portal/apps/dashboards/72d2461d1d5543ce91b1b156e076f1e5">Vai alla dashboard per accedere ai dati</a></strong></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Mappa partecipata: la rete delle associazioni</strong></h5>


<p>Il progetto intende valorizzare le risorse territoriali formali e informali allo scopo di potenziare l’offerta di servizi e attività alla popolazione in difficoltà, sperimentando una sinergia virtuosa per la cittadinanza, l’associazionismo e l’amministrazione pubblica.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Caritas Roma: la povertà energetica colpisce più famiglie</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/caritas-roma-la-poverta-energetica-colpisce-piu-famiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[Le difficoltà a riscaldare o rinfrescare adeguatamente l’abitazione, ad utilizzare senza estreme limitazioni gli elettrodomestici indispensabili per la vita della famiglia e a far fronte, nei casi più estremi, alla necessità di utilizzare apparecchiature elettromedicali e salvavita, sono i principali ambiti che caratterizzano il fenomeno della povertà energetica. Un insieme di manifestazioni che emerge con [&#8230;]]]></description>
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<p>Le difficoltà a riscaldare o rinfrescare adeguatamente l’abitazione, ad utilizzare senza estreme limitazioni gli elettrodomestici indispensabili per la vita della famiglia e a far fronte, nei casi più estremi, alla necessità di utilizzare apparecchiature elettromedicali e salvavita, sono i principali ambiti che caratterizzano il fenomeno della povertà energetica. Un insieme di manifestazioni che emerge con più evidenza nell’impossibilità di pagare le bollette della luce e del gas. Non si tratta di un fenomeno nuovo; la novità, drammatica, sta nella crescita esponenziale delle famiglie che vi sono coinvolte.&nbsp;Lo possono confermare le molte richieste di aiuto che giungono alle comunità parrocchiali della diocesi di Roma.</p>



<p>È un disagio che parte da lontano, dai primi anni del nuovo millennio e che, purtroppo, negli ultimi due anni – con la pandemia e con la guerra in Ucraina, ha assunto dimensioni che stanno scuotendo la consapevolezza del Paese e determinando gravi conseguenze sul piano economico, occupazionale e sociale.&nbsp;È questo il tema del primo numero del quaderno “Sguardi”, la collana editoriale promossa dalla Caritas di Roma come sussidio per l’animazione e strumento per guardare alla città dal punto di vista dei poveri e delle persone più fragili. Il quaderno, dal titolo “Povertà energetica e solidarietà” – presentato oggi durante un seminario che si è svolto nel Vicariato di Roma –, oltre a contenere i dati raccolti nei centri di ascolto parrocchiali e diocesani sulle persone assistite per questo tipo di problema, propone degli spunti di approfondimento e iniziative concrete a cui aderire.&nbsp;</p>



<p>«Esistono molte città dentro Roma: quella dei quartieri residenziali ma anche quella delle periferie, dei grandi palazzi popolari con liti condominiali e insolvenze che fermano i riscaldamenti; quella dei campi rom e degli alloggi occupati abusivamente; quella di chi si arrangia in una roulotte o in stanze e baracche di fortuna. Si tratta di situazioni diverse tra loro e anche molto complesse, per le quali non è possibile tracciare una tipologia. Questo perché non c’è più un “tipo” di povero. Lo stato di indigenza può arrivare improvvisamente a seguito della malattia, della perdita di un lavoro che sempre più spesso è precario e irregolare, di una crisi di sistema come la pandemia o per le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina» spiega&nbsp;Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma.&nbsp;</p>



<p>«La povertà energetica&nbsp;– continua&nbsp;Trincia&nbsp;–&nbsp;non si ferma alla capacità reddituale, ma coinvolge anche lo stato dell’alloggio, le esigenze per la salute e per il benessere della famiglia, la capacità di fronteggiare i picchi di temperatura per gli anziani. Individuare e misurare questi aspetti ci porta, partendo dalla povertà, ad indagare il sistema delle relazioni nei nostri territori, l’inefficacia delle politiche pubbliche finora proposte, l’estrema difficoltà a lasciare alle sole scelte di libero mercato la produzione dei beni essenziali come la casa e l’energia».&nbsp;Il primo numero di “Sguardi” è stato presentato in occasione della&nbsp;Giornata mondiale dei poveri&nbsp;che si celebra domenica 13 novembre. Ricorrenza che vedrà la diocesi di Roma impegnata nella&nbsp;campagna di solidarietà “Bolletta sospesa”, una raccolta straordinaria di offerte da destinare al Fondo Famiglia della Caritas diocesana finalizzato proprio al sostegno delle persone e delle famiglie in maggiori difficoltà con le utenze di luce e gas.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Non c’è forse un parroco, un centro di ascolto Caritas, che nella diocesi di Roma non riceva richieste di aiuto, da famiglie o da piccoli imprenditori, per il pagamento delle utenze domestiche, per acquistare un calorifero elettrico, riparare uno scaldabagno, approvvigionarsi di legna o carbone. È quanto emerge da un questionario somministrato ai referenti dei Centri di Ascolto parrocchiali della Diocesi di Roma.<br>Articolo completo su: <br><a href="http://romasociale.com/il-rapporto-della-caritas-roma-la-poverta-energetica-colpisce-sempre-piu-famiglie/?fbclid=IwAR1NgWZ-KF7bnKrJVSyHLM-Gw4D2UpIh867TNt7RDpZ6hxMvwASUOaJmC4U">http://romasociale.com/</a></p>
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		<title>Termini: «Muri per non far dormire i senzatetto per strada»</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/termini-muri-per-non-far-dormire-i-senzatetto-per-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio I]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[municipioI]]></category>
		<category><![CDATA[Termini]]></category>
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					<description><![CDATA[Sit-in (il 30 ottobre) dell&#8217;associazione Mama Termini in difesa dei senza tetto della stazione omonima al sottovia Turbigo, dove delle opere di riqualificazione previste per il Giubileo 2025 impediscono un riparo ai senza tetto: «Chi dorme per strada non è per scelta spesso, utilizzare i fondi di una festa cristiana per fare muri di cemento [&#8230;]]]></description>
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<p>Sit-in (il 30 ottobre) dell&#8217;associazione Mama Termini in difesa dei senza tetto della stazione omonima al sottovia Turbigo, dove delle opere di riqualificazione previste per il Giubileo 2025 impediscono un riparo ai senza tetto: «Chi dorme per strada non è per scelta spesso, utilizzare i fondi di una festa cristiana per fare muri di cemento ci lascia sgomenti».</p>
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		<title>Sgomberi: il destino di 40 abitanti di Via del Frantoio</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/sgomberi-il-destino-di-40-abitanti-di-via-del-frantoio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio IV]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
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					<description><![CDATA[Si aspettano notizie sul destino dei 40 abitanti di via del frantoio dopo lo sgombero del 10 ottobre, il terzo in 2 anni. Al momento, solo 6 hanno ricevuto una destinazione provvisoria Durante la mattina del 10 ottobre, un ingente dispiegamento di forze dell’ordine (polizia locale, antisommossa, polizia di stato), coordinato dalla prefettura di Roma, [&#8230;]]]></description>
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<p>Si aspettano notizie sul destino dei 40 abitanti di via del frantoio dopo lo sgombero del 10 ottobre, il terzo in 2 anni. Al momento, solo 6 hanno ricevuto una destinazione provvisoria</p>



<p>Durante la mattina del 10 ottobre, un ingente dispiegamento di forze dell’ordine (polizia locale, antisommossa, polizia di stato), coordinato dalla prefettura di Roma, ha sgomberato l’edificio occupato in via del Frantoio 44 (IV Municipio), rifugio per circa 40 persone senza dimora, provenienti da diversi paesi dell’Africa. Molti degli occupanti sono in Italia da 5, 10 o più anni; chi non aveva i documenti in regola è stato portato in questura per accertamenti e rilasciato poco prima di mezzanotte.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Piove, e non si sa dove dormiranno queste persone perchè non è stato attivato un percorso di assistenza, nonostante lo sgombero sia stato deciso con anticipo dal prefetto Piantedosi e approvato dal Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza.</p></blockquote>



<p>Le persone riferiscono di essere state costrette uscire in fretta, senza possibilità di portare fuori le proprie cose: abiti, sacchi a pelo, documenti, per ottenerli dovranno tornare qui l’indomani, la mattina presto. Durante la giornata sono accorsə diversə attivistə del coordinamento Documenti per Tutt*, una rete composta da italianə e stranierə in tutta Italia, che a Roma aveva organizzato uno&nbsp;<a href="https://www.dinamopress.it/news/ministro-dove-sono-i-nostri-permessi/">sciopero nazionale&nbsp;</a>lo scorso 31 marzo, per denunciare le condizioni delle persone straniere e immigrate legate alla difficoltà di ottenere i documenti.</p>



<p>Grazie al tam-tam di telefonate qualcuno è riuscito a trovare accoglienza in degli spazi sociali, gli altri hanno passato la notte fuori, perchè di posti nel circuito d’accoglienza romano non ce n’erano: «Ci hanno mandato qui stamattina su segnalazione della Sala Operativa Sociale, ma sapevamo già che non potevamo fare nulla» raccontano due operatori SOS del Comune di Roma. Carla Corciulo, consigliera del IV Municipio per Sinistra Civica Ecologista, racconta di essersi recata in via del Frantoio in mattinata esprimendo peoccupazione&nbsp; sul destino degli occupanti e di aver ricevuto rassicurazioni dall’assessore presente, anche in virtù del comunicato del Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti, che su facebook ha scritto: «Le fragilità verranno seguite ed accompagnate in un percorso di assistenza e integrazione».</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/image1-1-1024x684.jpeg" alt="" class="wp-image-82304"/></figure>



<p>Anche Nonna Roma, Arci Roma, Circolo Arci Concetto Marchesi, Rete Antisfratto Roma Est e altre associazioni hanno espresso solidarietà, sia online che partecipando al presidio organizzato il giorno seguente davanti alla sede del IV Municipio, in via Tiburtina 1163, a ridosso del Gra. A incontrare i manifestanti, sono scesi alcuni membri della Giunta, tra cui Umberti, che ha ammesso che il piano d’accoglienza non c’era, rimbalzando la responsabilità sulla prefettura. Al termine del presidio, 6 persone, di cui 3 con disabilità, hanno trovato accoglienza in strutture del circuito romano e alcunə manifestanti, assieme agli altri occupanti, si sono radunatə nuovamente davanti in via del Frantoio.</p>



<p>Chiedono entro sera una soluzione almeno provvisoria per la notte, mentre scende il buio e minaccia nuovamente di piovere. Da un lato, le persone e le loro cose, valige, borsoni, carrelli. Dall’altro diverse volanti della polizia, una trentina di agenti schierati davanti al cancello e un paio di camionette. Gli occupanti sono preoccupati, alcuni sono affranti, altri molto arrabbiati: «abbiamo i documenti, abbiamo i certificati di lavoro, non siamo criminali, perchè dobbiamo stare così?” dice uno di loro, mentre un altro si chiede ironicamente: “perché non esiste il lavoro contrario, dove la polizia ti porta dentro casa invece di cacciarti?».</p>



<p>Il presidio si è sciolto dopo alcune ore di attesa e telefonate, ripetendo il copione della notte precedente.</p>



<p><em>Alcune testimonianze, storie e pensieri da quel marciapiede: «Perchè non ci può essere un lavoro contrario di questo, invece di avere la polizia che butta la gente fuori di casa, avere la polizia che porta la gente dentro casa»</em>about:blankClicca per accettare i cookie di terze parti e abilitare questo contenuto</p>



<p>La palazzina di via del Frantoio 44 è di proprietà del Comune d Roma ed ha una lunga storia alle spalle. Ex comando della Municipale abbandonato, l’edificio è stato poi occupato e trasformato in centro di accoglienza dalla Cooperativa 29 Giugno, in realtà gestita a scopo di lucro da Salvatore Buzzi, come certificherà poi l’inchiesta su Mafia Capitale. Dal 2015 divenne un vero SPRAR, gestito dalla Crocerossa, poi aperto dal 2017 anche alle persone fragili e senza dimora inviate tramite la Sala Operativa Sociale.</p>



<p>L’attività, che ha aiutato circa 2000 persone, si è conclusa -un’amara coincidenza- il 30 giugno 2018 con lo scadere della convenzione, e la promessa di lavori di rigenerazione dello stabile. Da allora la palazzina continua ad essere rifugio, questa volta abusivo, per molte persone emarginate.</p>



<p>Nel 2019 la giunga Raggi ha messo a bando il suo “recupero funzionale”, senza efficacia. Ció che invrce accade è solo un susseguirsi di sgomberi: due, sempre d’estate, prima nel 2020 e poi nel 2021. Pochi giorni fa, il gruppo politico locale di FDI aveva lanciato un appello per lo smantellamento della palazzina, a cui Umberti aveva risposto dicendo che: “la soluzione è vicina, non basta sgomberare è necessario capire prima cosa fare con i locali liberi”. L’intenzione dichiarata da quest’ultimo è di trasformare questo spazio in un luogo di pubblica utilità, partendo da un polo infanzia 0-6 anni, ma niente di ufficiale è stato ancora reso noto.</p>



<p>Negli ultimi anni, il vicinato ha espresso preoccupazione l’estrema vicinanza dello stabile alla Scuola Elementare Fabio Filzi. Ci sono stati momenti di tensione, spesso fomentati dalla militanza locale dell’estrema destra, come accadde tra agosto e settembre del 2017.</p>



<p>La residente Pamela Pistis aveva infatti denunciato di essere stata rapita e picchiata all’interno del centro, per aver difeso il nipote dodicenne da un’aggressione: entrambi i fatti furono poi smentiti dalle indagini, ma lei fu invece denunciata per aver aggredito nella stessa circostanza (questo fu certificato), un ex-ospite del centro, Yacob Misgn, trafitto alle spalle da un pezzo di ferro. La notte, in seguito alle dichiarazioni della donna, i militanti di Casapound, che da mesi faceva pressioni sul Municipio per la chiusura del centro, si sono radunati attorno allo stabile fra urla e minacce.</p>



<p>Nei giorni successivi, il clima di tensione salì, fino agli scontri del 13 settembre tra manifestanti di estrema destra e antifascisti, in occasione del consiglio di Giunta che avrebbe dovuto decidere sulla chiusura del centro, cosa che poi avvenne 9 mesi dopo.</p>



<p><em>Tutte le foto e gli elementi audio e video di Lorenzo Boffa</em><br>Articolo da:<br><a href="https://www.dinamopress.it/news/sgomberata-loccupazione-abitativa-di-via-del-frantoio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.dinamopress.it/news/sgomberata-loccupazione-abitativa-di-via-del-frantoio/</a></p>
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		<item>
		<title>Il vescovo Ambarus contro il degrado di Roma</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/il-vescovo-ambarus-contro-il-degrado-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Benoni Ambarus]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista all&#8217;ausiliare della città dove, ai corto circuiti ricorrenti che mandano in tilt la pulizia delle strade, si sono aggiunti i roghi delle ultime settimane che hanno peggiorato un decoro compromesso da tempo. C&#8217;è una corrosione delle relazioni umane &#8211; denuncia il presule &#8211; che auspica, anche in vista del Giubileo, scelte istituzionali capaci di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Intervista all&#8217;ausiliare della città dove, ai corto circuiti ricorrenti che mandano in tilt la pulizia delle strade, si sono aggiunti i roghi delle ultime settimane che hanno peggiorato un decoro compromesso da tempo. C&#8217;è una corrosione delle relazioni umane &#8211; denuncia il presule &#8211; che auspica, anche in vista del Giubileo, scelte istituzionali capaci di visione di futuro e un sussulto di dignità</p>



<p><strong>Antonella Palermo &#8211; Città del Vaticano</strong></p>



<p>La capitale d&#8217;Italia vive una situazione di degrado generalizzato. Messa in ginocchio soprattutto sotto il profilo della raccolta dei rifiuti, di fatto paralizzata anche a seguito dell&#8217;incendio della discarica di Malagrotta, si presenta ovunque come un malato boccheggiante e rispetto alla sua sorte si coglie diffuso un senso di fatalismo e rassegnazione tra gli abitanti. Ne abbiamo parlato con&nbsp;<strong>monsignor Benoni Ambarus</strong>, già direttore della Caritas diocesana, vescovo ausiliare di Roma.<br><br></p>



<p><strong>Roma è in uno stato di degrado ambientale cronico di cui in queste settimane documentiamo diverse criticità. Lei come vive questa situazione? In una nazione annoverata tra le più avanzate nel mondo, di cui Roma è capitale, la cura per la Casa comune non dovrebbe esserne specchio? Cosa non funziona?</strong></p>



<p>Io parlerei innanzitutto di degrado umano. Quel primissimo livello [di convivenza, ndr] è ormai intaccato, corroso. C’è un degrado umano, una corrosione del livello umano e delle relazioni, della capacità di rendersi conto dell’altro e che si vede declinato nel degrado ambientale, in quello relativo al rispetto dei beni comuni, all’assumersi le proprie responsabilità e così via. E’ molto preoccupante. E il degrado ambientale – contro cui dovrebbe lottare assolutamente l’amministrazione, tutte le amministrazioni, tutte le istituzioni – a volte rischia di diventare un alibi per il singolo cittadino per il quale c’è sempre qualcun altro che deve fare qualcosa. In una metropoli come Roma – non è peraltro la più grande nel mondo – questo aspetto del ‘qualcuno deve fare qualcosa ma di sicuro non sono io’ poi si riflette nella nostra quotidianità. E&#8217; un meccanismo a cui ci stiamo un poco abituando, siamo quasi anestetizzati, ecco.</p>



<p><strong>Ma quali sono le ragioni di questo degrado, come ci siamo arrivati?</strong></p>



<p>Vede, quando io devo lottare per la mia sopravvivenza personale, dentro il traffico a guadagnare un centimetro in più, dentro i mezzi pubblici per poter prendere la corsa perché quella successiva mi arriva tra mezz’ora o un’ora, quando devo lottare per la spesa al supermercato per le offerte più vantaggiose altrimenti non riesco a far quadrare i conti,<br>Intervista completa:<br><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2022-07/vescovo-ambarus-degrado-roma.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2022-07/vescovo-ambarus-degrado-roma.html</a></p>
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		<title>Osservatorio migrazioni: nel Lazio sempre più invisibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[LAzio]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 11mila stranieri nel Lazio sono sconosciuti all&#8217;anagrafe. Tra le cause i ritardi e l&#8217;eccesso di burocrazia. La fotografia del diciassettesimo Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio. Nel Lazio 11.506 stranieri sono “invisibili”, risultano presenti regolarmente all’interno delle province ma sono sconosciuti all’anagrafe. Colpa sì del nuovo metodo censuario ma anche dell’eccesso di [&#8230;]]]></description>
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<p>Oltre 11mila stranieri nel Lazio sono sconosciuti all&#8217;anagrafe. Tra le cause i ritardi e l&#8217;eccesso di burocrazia. La fotografia del diciassettesimo Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio.<br><br></p>



<p>Nel Lazio 11.506 stranieri sono “invisibili”, risultano presenti regolarmente all’interno delle province ma sono sconosciuti all’anagrafe. Colpa sì del nuovo metodo censuario ma anche dell’eccesso di burocrazia e ritardi che interessano soprattutto la capitale, dove risiedono l’81,2% dei migranti residenti nel Lazio. È la fotografia che scatta il diciassettesimo&nbsp;<strong>Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio</strong>, frutto della collaborazione tra il Centro Studi e Ricerche IDIOS e l’Istituto di Studi Politici S. Pio V.</p>



<p>Se a Roma sono 635.569 gli stranieri residenti, le province laziali con più alta densità di migranti sono Latina (8,3%), Viterbo (4,7%), Frosinone (3,8%) e infine Rieti (2,0%). Pur essendo presenti tutti i gruppi nazionali presenti in Italia, i romeni nel Lazio superano le 190mila unità (quasi un terzo del totale) seguiti dai filippini (7,0%), bangladesi (6,5%), indiani (5,1%) e cinesi (4,0%). In media la presenza femminile supera quella maschile raggiungendo il 51,6% del totale degli stranieri.</p>



<p>Il diciassettesimo&nbsp;<strong>Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio&nbsp;</strong>è il primo&nbsp;<a href="https://www.dossierimmigrazione.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>rapporto</strong></a>&nbsp;dopo il biennio pandemico, che «ha visto cambiare la morfologia umana in sé» ha spiegato durante la presentazione&nbsp;<strong>Paolo de Nardis</strong>, presidente dell’Istituto S. Pio V. «Questi due anni e mezzo hanno fortemente condizionato le morfologie dell’accoglienza. Si sono avviate nuove forme di gentrificazione nella nostra città che hanno spostato sempre più in ultra-periferia (fuori dal GRA) i nuovi flussi migratori. Il nuovo capitalismo edilizio non ci concentra più nell’acquistare nuovi terreni per costruire, ma impossessarsi del sotto-suolo per poter collegare quanta più fibra ottica e così investire su urbanizzazione digitale. Ma questo cosa comporta dal punto di vista dei conflitti sociali?».</p>



<figure class="wp-block-image" id="attachment_29478"><img decoding="async" src="https://www.periferiacapitale.org/wp-content/uploads/2023/03/Copertina_Osservatorio_migrazioni_Roma_e_Lazio_2022-210x300.jpeg" alt="Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio" class="wp-image-29478"/><figcaption>La copertina del 17mo&nbsp;<a href="https://www.dossierimmigrazione.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Rapporto</strong></a>&nbsp;Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Mancato accesso ai diritti</h3>



<p>Una prima risposta sta nell’aumento dei migranti “irregolari” per via di un’amministrazione tardiva nel concedere risposte. Il numero di rilasci di nuovi permessi di soggiorno è il più basso degli ultimi dieci anni: nel 2020 nel Lazio sono stati rilasciati 12.061 nuovi documenti con una diminuzione di 8.878 unità (-42,4%).&nbsp; Preoccupa il calo di nuovi permessi per motivi di asilo e protezione umanitaria (-53,4%) seguiti da quelli rilasciati per studio (-47,3%) e per motivi legati alla famiglia (-42,6%). «C’è un evidente problema di accesso ai diritti di queste persone dovuto ad un blocco burocratico» afferma&nbsp;<strong>Eugenio Ghignoni</strong>, segretario Cgil di Roma e del Lazio. «È la prima volta che la crisi colpisce maggiormente i lavoratori migranti e questo impatta sul tema delle diseguaglianze: diminuendo il lavoro regolare torna quello nero unito ai fenomeni di caporalato. Le istituzioni, tra cui le prefetture, sono bloccate. E questo è in parte dovuto ad una stagione politica che ha voluto il blocco».</p>



<p>Davanti a prassi amministrative tardive e molte volte respingenti, gli stranieri restano indietro nell’accesso di servizi essenziali (durante la pandemia sono stati penalizzati anche per le vaccinazioni anti covid). Gli immigrati di Roma e nel Lazio accedono sempre meno alla cittadinanza, gli alunni scarseggiano all’interno delle scuole e sono ancora pochi gli adulti che riescono a partecipare ai corsi di italiano.<br>L&#8217;articolo di <a href="https://www.retisolidali.it/author/ermanno-giuca/">Ermanno Giuca</a> continua su:<br><a href="https://www.retisolidali.it/17mo-osservatorio-sulle-migrazioni-a-roma-e-nel-lazio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.retisolidali.it/</a></p>
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		<title>Sant&#8217;Egidio a Ostia accanto alle &#8220;periferie esistenziali&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio X]]></category>
		<category><![CDATA[Ostia]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[fondazionecharlemagne]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
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		<category><![CDATA[periferie]]></category>
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					<description><![CDATA[“ ” .Dalla pagina Fb Sant&#8217;Egidio Ostia.Le periferie umane ed esistenziali sono parte integrante di Sant&#8217;Egidio: dai tanti anziani in difficoltà, ai senza dimora, ai disabili &#8211; alcuni dei quali inseriti nei percorsi artistici e lavorativi, agli immigrati e ai profughi che vivono l&#8217;esperienza dell&#8217;integrazione nel tessuto sociale e civile italiano. Dalla metà degli anni [&#8230;]]]></description>
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<p>    “ ”            .<br>Dalla pagina Fb <a href="https://www.facebook.com/santegidioostia/?__cft__[0]=AZVNy_dLak9xZ3VdoRIFAsq3wRzLKqwv3Ph5_wg9IOqH8w_23oKa8_bp2Rzr1BiHScZpyUXqjtK3AqMpP9VoNga9k1jbsDq_BRE8Hv-AdM1QjvFqr-12H6br3rsalgDhmiTCPeA3MRF5EuWTHKRdOS8T&amp;__tn__=-UC*F">Sant&#8217;Egidio Ostia</a>.<br>Le periferie umane ed esistenziali sono parte integrante di Sant&#8217;Egidio: dai tanti anziani in difficoltà, ai senza dimora, ai disabili &#8211; alcuni dei quali inseriti nei percorsi artistici e lavorativi, agli immigrati e ai profughi che vivono l&#8217;esperienza dell&#8217;integrazione nel tessuto sociale e civile italiano. Dalla metà degli anni &#8217;70 a oggi la periferia di Ostia è cambiata più volte: all&#8217;epoca erano gli italiani meridionali che necessitavano di integrazione. <br>In certi periodi è sembrato che fosse arrivato un miglioramento ma, invece, è progressivamente aumentato l&#8217;isolamento delle persone.In questa fase della storia delle periferie, e il litorale romano non fa eccezioni, è importante creare reti. Questo è oggi il lavoro da fare. Grazie al sostegno della Fondazione Charlemagne, attraverso il programma <a href="https://www.facebook.com/periferiacapitale?__cft__[0]=AZVNy_dLak9xZ3VdoRIFAsq3wRzLKqwv3Ph5_wg9IOqH8w_23oKa8_bp2Rzr1BiHScZpyUXqjtK3AqMpP9VoNga9k1jbsDq_BRE8Hv-AdM1QjvFqr-12H6br3rsalgDhmiTCPeA3MRF5EuWTHKRdOS8T&amp;__tn__=-]K-R">periferiacapitale</a>, porteremo avanti una serie di interventi sociali. Per costruire una grande alleanza per il nostro territorio.</p>
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		<title>Gualtieri visita il Centro Astalli</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/gualtieri-visita-il-centro-astalli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio I]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
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					<description><![CDATA[Ieri pomeriggio, 4 maggio, il&#160;Sindaco di Roma Roberto Gualtieri&#160;ha visitato la mensa del&#160;Centro Astalli, l’ambulatorio medico, la scuola di italiano e il centro di accoglienza per donne rifugiate sole o con bambini Matteo Ricci. Ad accompagnarlo l’Assessore alle Politiche Sociali e alla Salute&#160;Barbara Funari. Hanno incontrato uomini e donne di varie nazionalità (Mali, Costa d’Avorio, [&#8230;]]]></description>
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<p>Ieri pomeriggio, 4 maggio, il&nbsp;<strong>Sindaco di Roma Roberto Gualtieri</strong>&nbsp;ha visitato la mensa del&nbsp;<strong>Centro Astalli</strong>, l’ambulatorio medico, la scuola di italiano e il centro di accoglienza per donne rifugiate sole o con bambini Matteo Ricci. Ad accompagnarlo l’Assessore alle Politiche Sociali e alla Salute<strong>&nbsp;Barbara Funari</strong>.</p>



<p>Hanno incontrato uomini e donne di varie nazionalità (Mali, Costa d’Avorio, Gambia, Camerun, Venezuela, El Salvador, Kenya) che gli hanno raccontato storie personali, progetti e speranze di chi a Roma cerca di ricominciare una nuova vita fatta di diritti, dignità, lavoro e inclusione sociale. Il Sindaco e l’Assessore hanno ricevuto in dono dai bambini presenti dei disegni realizzati da loro e il catalogo della&nbsp;<strong>mostra fotografica</strong>&nbsp;di Francesco Malavolta&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.centroastalli.it/1981-2021-da-40-anni-al-fianco-dei-rifugiati/" target="_blank"><strong>“Volti al futuro – con i rifugiati per un nuovo noi”</strong></a>, realizzata per i 40 anni di attività del Centro Astalli,&nbsp;<strong>visitabile presso il Pantheon fino al 5 giugno</strong>.</p>



<p>«Parlando con i tanti giovani, bambini e genitori ospitati nella struttura quello che colpisce è non solo il loro coraggio, ma anche il fatto che la loro presenza, la loro cultura e le loro storie ci arricchiscono tutti e rappresentano un grande valore per la nostra città – ha scritto sulla sua pagina Facebook il primo cittadino -. Un patrimonio che noi vogliamo sia conosciuto e valorizzato sempre di più».</p>



<p>Infine, <strong>P. Camillo Ripamonti</strong>, presidente Centro Astalli, con <strong>rifugiati, operatori e volontari</strong>, si è confrontato con il Sindaco Gualtieri e l’Assessore Funari sul tema dell’accoglienza in città, dell’accesso ai servizi e dei percorsi di integrazione per i migranti, che la pandemia ha messo a dura prova, rendendo molti rifugiati più vulnerabili, più poveri, più soli.<br>(da <a href="http://romasociale.com/il-sindaco-gualtieri-in-visita-al-centro-astalli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">romasociale</a>)</p>
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		<title>“Percepire l’Invisibile”, Dip.Salute Mentale di Roma</title>
		<link>https://www.periferiacapitale.org/percepire-linvisibile-dip-salute-mentale-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[salutementale]]></category>
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					<description><![CDATA[Due anni di confronto, riflessioni e riprese, in era Covid. Un lavoro congiunto tra utenti del Dipartimento Salute Mentale della Asl Roma 1, terapeuti e professionisti del cinema sul concetto di invisibilità. In anteprima alla Casa del Cinema di Roma il primo aprile 2022. Sarà presentato in anteprima alla Casa del Cinema di Roma venerdì 1 aprile alle ore 18:00 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">
<h5><em>Due anni di confronto, riflessioni e riprese, in era Covid. Un lavoro congiunto tra utenti del Dipartimento Salute Mentale della Asl Roma 1, terapeuti e professionisti del cinema sul concetto di invisibilità. In anteprima alla Casa del Cinema di Roma il primo aprile 2022.</em></h5>
<p>Sarà presentato in anteprima alla Casa del Cinema di Roma venerdì 1 aprile alle ore 18:00 Percepire l’invisibile, il docufilm tratto da un’esperienza congiunta tra utenti del Centro Diurno di via Antonino di Giorgio a Roma (ASL Roma 1), i loro terapeuti e professionisti del cinema. Il tema su cui si sviluppa il lavoro, durato due anni e realizzato in tempo di lockdown, è quello dell’Invisibilità, riferito alle fragilità dell’essere umano causate dalla marginalità, non considerazione e assenza di lavoro all’interno della società. Ispirata a Franco Basaglia sul concetto di gruppo alla pari, il documentario rappresenta un contributo “unicum” al sociale nella cura della collettività.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p>Il gruppo di autogestione, formato dai partecipanti del Laboratorio di Cinema del Centro Diurno Stefania Ammirati, Giulio Arca, Gabriele Carchedi, Elpidio Esposto Gasparetti, Anna Maria Giacomelli, Alessandro Giacopetti, Angela Grassano, Marco Raponi, Vincenza Diana Ruffino, Francesco Scardigno, Marco Tonna, Paolo Zanolli, Pietro Salemme, James Franco, Giacomo Bucolo e Lorenzo Ielapi, dagli attori Tony Martone, Daria Neverova, Guglielmo Favilla, Daniele Coscarella, dal regista Tino Franco e dal tutor Matteo Martone (scrittore, docente ed editor per Rai Fiction), nasce da un’esperienza decennale sul cinema realizzata nel Centro Diurno che, grazie all’incontro con l’associazione culturale Nel Blu Studios e la casa di produzione Space Off, ha incontrato una valida opportunità, nel totale rispetto dei protocolli di sicurezza, per realizzare un documentario dall’intrinseco valore etico e inclusivo. Dopo aver portato avanti insieme agli operatori, nel corso degli anni, un laboratorio di Cineforum con uscite al cinema e commenti scritti sul blog del Centro Diurno, negli “utenti” è infatti maturato il desiderio di cimentarsi nella scrittura di una sceneggiatura per rappresentare una propria storia che ha trovato un’espressione ideale nel corso di sceneggiatura tenuto da Tino Franco e Matteo Martone, durante il quale è stato  prodotto il corto originale e, successivamente, nel 2021, il docufilm dal titolo “Percepire l’Invisibile”.</p>
<p>L’esperienza di scrivere e girare con gli utenti della ASL – <strong>racconta Tino Franco</strong> – è stata l’occasione per mostrare la vita e la creatività delle persone che normalmente non vediamo o peggio non vogliamo vedere perché le consideriamo una minaccia per la comunità, dal momento che, tra tutte, la disabilità quella mentale è quella che fa più paura. Nel quadriennio 2019-2022, proprio durante la pandemia Covid 19, abbiamo continuato a credere di poter realizzare il cortometraggio, della durata di otto minuti circa, mettendo gli utenti nelle migliori condizioni per esprimersi e condividere l’esperienza. Nel mentre, abbiamo documentato questo laboratorio di “filmmaking” che è diventato una virtuosa esperienza terapeutica: vederli in azione ci ha permesso di entrare in sintonia empatica con loro attraverso un processo di riconoscimento.”</p>
<p>In due anni di lezioni e ragionamenti sulla scrittura cinematografica e sui personaggi della narrazione – <strong>continua Matteo Martone</strong> – si è annullato lo schema tipico delle ‘lezioni frontali’ e si è creato un gruppo solidale in cui con gli psicoterapeuti e gli utenti, siamo riusciti a ragionare sulla condizione del singolo – e specie degli ‘invisibili’ a vario titolo –   in rapporto alla società contemporanea con i suoi premi, le sfide, le difficoltà. Le interviste nel documentario riportano chiaramente il risultato di questo lungo percorso di graduale compenetrazione umana, professionale, basata sull’empatia e la complicità. Il cortometraggio resta un risultato sorprendentemente alto per il coraggio, la qualità, l’originalità della scrittura, raccogliendo confidenze e riflessioni di tutti quelli che hanno partecipato. Il risultato è un film di una sincerità toccante, di rara intelligenza e sensibilità pur nella leggerezza di un registro poetico. Si sa che chi insegna impara sempre qualcosa dagli allievi, ed è senz’altro questo il mio caso.</p>
<p>In questi ultimi tre anni, di cui due di piena pandemia, abbiamo operato all’interno del gruppo, insieme agli altri partecipanti, costantemente in una dimensione alla pari – asseriscono <strong>gli psicologi della cooperativa Aelle Il Punto</strong> – realizzando un’esperienza in cui ogni membro del gruppo, fosse esso regista, sceneggiatore, utente, cameraman o psicologo, ha cooperato senza distinzioni di ruoli alla dimensione creativa per scrivere e mettere su pellicola una storia. Il gruppo integrato e inclusivo ha così condotto un’operazione creativa di ricerca-azione che ha interpretato il proprio ruolo nella funzione di cura anche fuori dai confini istituzionali della struttura sanitaria, creando un’opera cinematografica che avrà una sua vita nel sociale. Ciò ha condotto a un’azione auto-terapeutica, che con questo docufilm può assumere anche il valore di una operazione terapeutica per la gruppalità sociale.</p>
<p>Il tema dell’invisibilità, da noi scelto come idea originaria –<strong> spiegano gli utenti </strong>– riguarda ciò che non trova rappresentazione sia su un piano interiore, da cui l’esigenza di riuscire ad esprimere attraverso una creazione artistica ciò che si vive, sia su un piano sociale, quando la fragilità rende marginali ed esclusi dalle forme di rappresentazione sociale. L’amore e il desiderio di relazione con l’Altro è il deus ex machina della rappresentazione messa in scena dal nostro gruppo, poiché fa vivere e germogliare alla luce ciò che altrimenti è relegato nell’ombra dell’inconsapevolezza sociale e dei singoli individui.</p>
<p>Siamo convinti – conclude<strong> Francesca Izzo, Responsabile del Centro Diurno</strong> – che questo lavoro, per come e quando è stato realizzato, abbia una reale funzione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana sul disagio psichico. L’obiettivo, infatti, è quello di portare l’attenzione sulla realtà della salute mentale, che non può rimanere confinata all’interno delle mura delle istituzioni deputate, ma deve restituire alla collettività un lavoro che testimoni come, in ogni fascia della popolazione, si annidi il desiderio di espressione creativa ed artistica quale dialogo all’interno della società civile per l’inclusione e l’integrazione delle diversità.</p>
<p>Alla proiezione seguirà un incontro, moderato dalla giornalista Gabriella Gallozzi con tutti i protagonisti ed alcuni esponenti delle Istituzioni coinvolte nel progetto. Percepire l’invisibile è un progetto realizzato in collaborazione con Regione Lazio, Comune Di Roma, ASL Roma 1, Aelle Il Punto; con la partecipazione di Bookciak, azione!, Liberamente, CulturaSì, Cinema Farnese; con il patrocinio di ANAC, Associazione Nazionale Autori Cinematografici; con il contributo di BCC Roma.</p>
<p><a href="https://vimeo.com/spaceoff/percepire-promo5min" target="_blank" rel="noopener">https://vimeo.com/spaceoff/percepire-promo5min</a></div>
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