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	<title>acli Archivi - Periferiacapitale</title>
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		<title>Municipio X e Acli a sostegno dei più fragili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2022 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Municipio X]]></category>
		<category><![CDATA[Ostia]]></category>
		<category><![CDATA[acli]]></category>
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					<description><![CDATA[Ieri,(6/9/2022) presso la sala Consiliare “Massimo di Somma” in Piazza della Stazione Vecchia 26 a Ostia, è stato siglato un protocollo d’intesa tra il Municipio X di Roma Capitale e le ACLI provinciali di Roma, con l’obiettivo di realizzare iniziative volte ad assicurare una risposta ai bisogni sociali del territorio municipale. Il protocollo, che avrà [&#8230;]]]></description>
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<p>Ieri,(6/9/2022) presso la sala Consiliare “Massimo di Somma” in Piazza della Stazione Vecchia 26 a Ostia, è stato siglato un protocollo d’intesa tra il Municipio X di Roma Capitale e le ACLI provinciali di Roma, con l’obiettivo di realizzare iniziative volte ad assicurare una risposta ai bisogni sociali del territorio municipale.</p>



<p>Il protocollo, che avrà durata biennale, è stato sottoscritto dal presidente del Municipio Roma X, Mario Falconi, e dalla presidente delle ACLI di Roma e provincia, Lidia Borzì, alla presenza dell’assessore alle politiche sociali e pari opportunità del Municipio X, Denise Lancia.</p>



<p>Nelle prossime settimane verranno quindi attivati dalle ACLI della Capitale servizi per i giovani (orientamento al lavoro, laboratori educativi e motivazionali, laboratori ludico ricreativi, attività sportive e consulenza psicologica), per le famiglie (sportello di esigibilità dei diritti e segretariato sociale) e per gli anziani (taxi sociale, percorsi antitruffa, visite guidate e occasioni di aggregazione e di svago). Un’attenzione particolare, poi, verrà dedicata ai profughi ucraini, attualmente ospitate presso l’hotel I Triangoli, per i quali verrà attivato un servizio di accoglienza, presa in carico e orientamento ai servizi territoriali attraverso l’attivazione di uno sportello di informazione legale, segretariato sociale e esigibilità dei diritti, orientamento socio-sanitario.<br>Verranno inoltre proposti percorsi di contrasto alle povertà materiali, con recupero e ridistribuzione del cibo in eccedenza e un’attività di sensibilizzazione sul consumo consapevole per favorire la riduzione degli sprechi.</p>



<p>«Siamo molto felici di questo protocollo – spiega Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – con il Municipio X, con il quale abbiamo avviato da tempo una collaborazione molto proficua incentrata su un modello di welfare generativo fondato sulla sussidiarietà circolare. Con la firma di oggi tutto il lavoro avviato viene ulteriormente strutturato e messo a sistema, così da proporre sul territorio le nostre diverse attività che stanno già dando frutti importanti in altre zone della Capitale. Tutto questo coinvolgendo direttamente il territorio e sfruttando quanto di buono e di positivo viene già fatto, favorendo il lavoro di rete e massimizzando così i risultati».<br>Da <a href="http://romasociale.com/ostia-alleanza-tra-acli-roma-e-x-municipio-per-le-emergenze-sociali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://romasociale.com</a></p>
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		<title>L’azione sociale delle Acli di Roma in un libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acli]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Una “banca” della storia delle Acli provinciali Roma, per recuperare il passato e guardare al futuro. È il volume “I Fili della Memoria”, a opera della presidente Lidia Borzì e di Maria Grazia Fasoli (ed. Rubbettino), presentato il 14 febbraio, nella Sala Poletti del Palazzo Lateranense. «La storia della nostra realtà – ha spiegato Borzì, che delle [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Una “banca” della</strong> storia delle Acli provinciali Roma, per recuperare il passato e guardare al futuro. È il volume “I Fili della Memoria”, a opera della presidente Lidia Borzì e di Maria Grazia Fasoli (ed. Rubbettino), presentato il 14 febbraio, nella Sala Poletti del Palazzo Lateranense. «La storia della nostra realtà – ha spiegato Borzì, che delle Acli di Roma è presidente – ci fa scoprire il filo rosso che unisce l’attualità con il futuro, ma vuole anche essere un omaggio agli uomini e alle donne che hanno contribuito a fare grandi le Acli e il Paese. Ho sentito la necessità – ha raccontato – di riscoprire ciò che è successo proprio quando sono diventata presidente perché non trovando nulla, a causa di un incendio che distrusse l’archivio, ho capito che non si può costruire nulla senza conoscenza». Il libro dunque «non è un’operazione nostalgia ma un ribadire la concretezza della nostra azione sociale accanto ai poveri, nelle periferie, con le famiglie più disagiate e con chi soffre ancora oggi la mancanza di lavoro».</p>



<p><strong>Un impegno, quello</strong> delle Acli, che è «in comunione con la Chiesa di Roma», ha spiegato il cardinale vicario Angelo De Donatis, autore della presentazione del libro. «Il volume è fatto di persone e dimostra come le Acli riescano a incarnare il messaggio tanto caro al Papa, ovvero generare processi e non occupare spazi». L’opera, ha aggiunto, fa proprio «il messaggio giubilare già annunciato dal Santo Padre: essere pellegrini di speranza. Abbiamo bisogno – ha concluso – di rilanciare la speranza e lo si può fare, come fa il libro, tornando alle proprie radici, per poi sporcarsi le mani nella storia attuale».<br>Articolo completo su: <br>https://www.romasette.it/lazione-sociale-delle-acli-di-roma-raccontata-in-un-libro/</p>
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		<title>L’umanesimo integrale che illumina chi soffre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acli]]></category>
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					<description><![CDATA[Interris.it ha intervistato la Presidente delle Acli di Roma Lidia Borzì in merito alle azioni svolte in favore dei senza fissa dimora nella Capitaleda Christian Cabello  Le persone senza fissa dimora per la maggior parte di noi sono invisibili ma, in Italia, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, sono oltre mezzo milione e, negli ultimi dieci anni, complici la crisi economica e la pandemia, sono quadruplicate. In [&#8230;]]]></description>
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<p><em><a href="https://www.interris.it/">Interris.it </a>ha intervistato la Presidente delle Acli di Roma Lidia Borzì in merito alle azioni svolte in favore dei senza fissa dimora nella Capitaleda <a href="https://www.interris.it/author/christian-cabello/">Christian Cabello</a> </em><br><br>Le persone <strong>senza fissa dimora</strong> per la maggior parte di noi sono <strong>invisibili</strong> ma, in Italia, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, sono <strong>oltre mezzo milione</strong> e, negli ultimi dieci anni, complici la <strong>crisi economica</strong> e la <strong>pandemia</strong>, sono <strong>quadruplicate</strong>. In particolare, in questo periodo dell’anno, nel quale sono iniziate le settimane più fredde e, per le donne e gli uomini senza fissa dimora, questo è il frangente in assoluto più duro che mette a repentaglio le sicurezze e, nei casi peggiori, la loro stessa vita. <strong>Roma</strong> è seconda città italiana dopo Milano per numero di senzatetto, <em>Interris.it</em> ha intervistato la Dottoressa <strong>Lidia Borzì</strong> – Presidente delle Acli di Roma nonché componente della Presidenza Nazionale delle Acli con delega alla famiglia e agli stili di vita – in merito alle azioni nei confronti delle persone in situazione di grave marginalità messe in atto dalle <strong>Acli</strong> di <strong>Roma</strong>.<br><br></p>



<h3 class="wp-block-heading">L’intervista</h3>



<p><strong>Quali sono le azioni che Acli Roma sta ponendo in essere nei confronti dei senza fissa dimora?</strong></p>



<p>“Le azioni che poniamo in essere si dividono in azioni che portiamo avanti tutto l’anno e altre che sono un po’ più collegate all’emergenza freddo che noi auspichiamo noi sia più tale visto che – il freddo – è in arrivo ogni anno; quindi, con le istituzioni e con tutta la nostra rete, si sta lavorando in questa direzione. Tengo a dire che tutte le operazioni, le quali portiamo avanti vengono espresse attraverso una rete perché, siamo fortemente convinti che, la rete fa la differenza e in questo senso si pone come un moltiplicatore. Per quanto riguarda le progettualità che esemplifichiamo tutto l’anno siamo in prima linea con la nostra buona pratica denominata <em>Il cibo che serve, </em>con la quale si recuperano pietanze cotte ma anche frutta, verdura e pane – ancora buoni da mangiare ma non più buoni da vendere – quindi gli esercenti ce li donano e noi, attraverso questo progetto il quale è un moltiplicatore di solidarietà che aiuta chi aiuta, facciamo arrivare i generi alimentari alle organizzazioni solidali che si occupano delle persone che si trovano in uno stato di estrema povertà. Mi riferisco in particolare a <em>Caritas Roma</em> a cui – da sette anni – consegniamo in diversi giorni a settimana il pane attraverso i nostri volontari – i quali sono il bene più prezioso del progetto <em>Il cibo che serve –</em> che, nel contempo, lotta contro la povertà e contrasta lo spreco alimentare. In particolare, con questa attività, abbiamo recuperato fino a un milione e duecentomila pasti in un anno grazie ad un contributo importante di diversi donatori, tra cui grandi catene e piccoli imprenditori. Questo avviene tutto l’anno ed, in particolare, a partire da quest’anno, sempre in favore dei senza fissa dimora e delle persone con fragilità estreme c’è un progetto svolto con <em>Roma Cares</em> – la quale è la Fondazione che si occupa di sociale dell<em>’A.s. Roma Calcio</em> –  con cui, quando la squadra gioca in casa, recuperiamo il cibo che viene servito nella hospitality e lo doniamo a favore di organizzazioni che si occupano di povertà estreme, in particolare di realtà di periferia, come ad esempio i quartieri Corviale, Tor Bella Monaca ed altre zone della città di Roma. Questo è il nostro lavoro durante tutto l’anno e, attraverso queste nuove pratiche, portiamo avanti, dando ciò che serve, un aiuto costante che però diventa il gancio per attuare un modello di azione sociale a tutto tondo che aiuta a prendere in carico la persona non solo nei bisogni di emergenza ma anche nei bisogni quotidiani per uscire dallo stesso, come ad esempio l’esercitare i diritti, il contrasto alle povertà materiali, relazionali, sanitarie per cui proponiamo anche visite mediche gratuite e l’esigibilità dei diritti attraverso il nostro patronato. Le persone che entrano in contatto con noi per un bisogno estremo proviamo poi ad inserirle in un sistema di protezione sociale per farle uscire da questo stato”.<br>Continua su: <a href="https://www.interris.it/copertina/lumanesimo-integrale-che-illumina-coloro-che-soffrono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.interris.it/</a></p>
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		<title>Donne a Roma: sicurezza e rappresentanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[periferiacapitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acli]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Le donne che vivono a Roma non si sentono né sicure, né adeguatamente rappresentate. È quanto emerge da un’indagine condotta dalle ACLI di Roma e provincia e presentata nel corso del quarto appuntamento online, dedicato proprio alle donne, del “Cantiere Roma”, l’iniziativa promossa in vista delle elezioni amministrative del 2021, con l’obiettivo di delineare, attraverso [&#8230;]]]></description>
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<p>Le donne che vivono a Roma non si sentono né sicure, né adeguatamente rappresentate. È quanto emerge da un’indagine condotta dalle ACLI di Roma e provincia e presentata nel corso del quarto appuntamento online, dedicato proprio alle donne, del “Cantiere Roma”, l’iniziativa promossa in vista delle elezioni amministrative del 2021, con l’obiettivo di delineare, attraverso sei web talk, la città di oggi e di domani vista dai cittadini, quindi partendo dall’ascolto dal basso. Al termine degli appuntamenti in programma le ACLI di Roma presenteranno un documento di sintesi con spunti di riflessione e proposte ai candidati sindaco.</p>



<p>Dai risultati ottenuti attraverso un questionario rivolto a 750 donne, è quindi emerso che in una scala da 1 a 7 la sicurezza percepita a Roma si attesta appena a 3,67 e che ben l’81% delle intervistate non si sente adeguatamente rappresentato all’interno delle relazioni istituzionali di quartiere e della vita politica. Un aspetto, quest’ultimo, che si riflette poi sulla stessa partecipazione attiva delle donne nella comunità di appartenenza, con il 57% che sostiene di non prenderne parte. A pesare su questo dato, c’è anche il fatto che il 35% delle donne sostiene di avere 1 sola ora libera al giorno, mentre il 31% appena 2 ore.</p>



<p>Un quadro, questo, che va a inserirsi in una condizione già difficile per le donne a Roma anche in altri settori. Infatti, su circa un milione di persone che vengono definite non in forza lavoro, 652.000 sono donne, e il tasso di occupazione femminile, che a luglio scorso aveva raggiunto il 46,3%, risulta ancora di 22 punti percentuali sotto il corrispondente maschile. Questo, nonostante il fatto che le donne nella Capitale si laureano più degli uomini (53% dei laureati complessivi). Che Roma sembra essere stata “costruita” a misura di uomo lo paiono confermare i dati sulla toponomastica della città. Sono infatti, su un totale di 16.140 di strade e piazze, solamente 630 quelle intitolate a nomi femminili, in opposizione a quelle maschili (7.600).</p>



<p>A partire da questi e altri risultati del questionario, si è quindi svolto il confronto online al quale hanno partecipato la presidente delle ACLI di Roma Lidia Borzì, il professore dell’Università Pontificia Salesiana Vittorio Sammarco, autore del libro “Donne è arrivato l’arrotino”, la ricercatrice esperta di urbanistica e questioni di genere Chiara Belingardi, e l’imprenditrice e fondatrice di VIVI collezione di locali e marchio Food&amp;Style Daniela Gazzini, che ha presentato la buona pratica “Un’impresa connessa alla città”. Ha moderato l’incontro la giornalista di Repubblica Marina De Ghantuz Cubbe.</p>



<p>«Le donne – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – possono imprimere alla città quella marcia in più per la ripartenza, ma dati alla mano, pur essendo numericamente di più degli uomini, incontrano le stesse difficoltà di una minoranza. Per questo costruire una città a misura di donna vuol dire affrontare il tema in una logica trasversale e con un approccio multitasking. È necessaria una nuova narrazione capace di mettere la cura, intesa come modello di governo e governance nel segno dell’attenzione, al centro delle politiche della nostra città, facendone un nuovo paradigma urbano alla base di un nuovo modello di welfare che le faccia sentire sostenute e protette».<br>Segue su: <a href="http://romasociale.com/acli-roma-le-donne-della-capitale-non-si-sentono-sicure-ne-adeguatamente-rappresentate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://romasociale.com/</a></p>
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